Recensioni

Dovevamo aspettarcelo. The Last Romance era un titolo inequivocabile. Eppure non si può non provare una punta di amarezza nell’apprendere dello scioglimento degli Arab Strap, che – notiamo – arriva a un anno circa da quello dei compari Delgados. Come se una generazione di indie rock scozzese si stesse estinguendo, o meglio, crescendo decida di intraprendere altre, nuove strade. Bando alle malinconie, in ogni caso: sono gli stessi Aidan Moffat e Malcolm Middleton che ci invitano ironicamente a salutare il loro “pensionamento” con Ten Years Of Tears, non certo il solito greatest hits – dalla Chemikal non ci si poteva aspettare altrimenti – quanto un regalo per i più fedeli e affezionati.
Diciotto tracce tra singoli, demo, live, alternate take che, aldilà del valore filologico e rappresentativo, finiscono per fornirci un ritratto particolare della band: più sporco, punk e divertito (vedi le prime cose: Islands, l’esordio neworderiano First Big Weekend, I Saw You – “dedicata” a Isobel Campbell – e su tutte Gilded, tra Fall e Joy Division) e non necessariamente depresso e tristissimo come fama vuole. Certo, poi le perle sono tutte lì a ricordarci quanto meravigliosamente tristi hanno saputo essere i due: Packs Of Trees, Turbulence, Shy Retirer, (Afternoon) Soaps… Mancherebbe Here We Go, ma va bene uguale.
In fondo basterebbe soltanto la cartolina d’addio che i due hanno scelto per suggellare il tutto: una versione meravigliosamente ubriaca di It’s A Heartache di Bonnie Tyler e il divertissement per casio e voce Bon Voyage – le trovate entrambe come ghost track dopo There’s No Ending-, uno sberleffo e omaggio insieme, a se stessi anzitutto. Fosse un necrologio – in fondo lo è – diremmo: “vogliamo ricordarli così
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