Recensioni

A differenza dell’artwork di copertina – tutto in scala di grigi – l’EP d’esordio dei mantovani Alley è decorato con lustrini, glitter e paillettes. Cinque brani che rendono con buona convinzione l’idea generale del gruppo: si spazia dall’art-rock british dei Roxy Music a quello glam e spaziale di gente come David Bowie, Manfred Mann o ELO.
Influenze entrate prepotentemente negli arrangiamenti di quattro musicisti capaci di maneggiare con classe e cura la materia, adornandola con ulteriori aggiunte di genere (si vedano il sax di Glitter o le chitarre funk di Paul) e preferendo sempre geometrie lineari e schematiche a divagazioni prog eccentriche o sperimentali.
L’unico rammarico è la durata: questo EP d’esordio mostra un gruppo già pronto per provare ad affrontare un lavoro più lungo, magari sperimentando un’impronta “propria” maggiore. La speranza è quella di poter ascoltare un seguito a breve.
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