Recensioni

5.8

È, o meglio vorrebbe essere, una miscela ricca di pop rétro ed easy soul, quella presentata in About You, vero e proprio debutto del giovane svedese Albin Lee Meldau dopo un paio di EP pubblicati negli ultimi due anni. Madre cantante jazz-folk, padre esponente della scena punk scandinava, amante del sound old school più vicino a Sam Cooke che alla nuova scena indie pop, Meldau ha dalla sua un’arma potentissima che risiede in una voce profonda, irregolare, piena di sentimento e tensione. Lo stile è diretto, niente fronzoli, con una testualità che richiama l’onestà a gran voce. La giostra melodica si muove con nostalgico equilibrio e sapiente tecnica ma c’è sempre qualcosa che sembra non essere abbastanza. Può la sola potenza/dinamica vocale di Meldau risollevare le sorti di un album pop che si sforza di essere maturo ma, non riuscendovi, cade in una banalità un po’ lunatica? No, non basta.

Per About You, strumentazione classica a far da sfondo, le cose non vanno esattamente al meglio: se la vocalità del ragazzo di Göteborg è innegabile, un temporale che stranisce e avvolge tutto il paesaggio sonoro, la struttura del disco mostra una certa ripetitività mista a stilemi pop che troppo strizzano l’occhio al commerciale, anche quando avrebbero potuto evitare seguendo la filosofia del less is better. La colpa è forse da imputare a una produzione sovraccarica e a nomi ben noti quali Jimmy Napes (Sam Smith, Disclosure), Neil Ormandy (James Arthur), Bastian Langebaek (Jessie Ware, Jack Garratt) e Jamie Scott (Rag’n’Bone Man, Ed Sheeran).

Attraverso le tredici tracce di questo esordio, Meldau esamina il desiderio e la fine delle relazioni amorose, incapsulando il dolore e l’abbandono nel timbro della sua voce. Una tensione da crepacuore che cerca di animarsi con sfuggente armonia quando tuttavia i momenti di verità e intima emotività si riducono a qualche manciata di minuti (il bel minimalismo di Before & After), lasciando spazio a potenziali hit da classifica prive di spina dorsale e connessione soul (I Need Your Love e The Weight Is Gone). Il tentativo di far dialogare la tradizione rhythm and blues – da Al Green a Marvin Gaye – con nomi contemporanei quali Sam Smith, George Ezra e Hozier, trova un terreno scivoloso che restituisce quanto più una pallida imitazione di ciò che qualche anno fa ci aveva mostrato Jack Savoretti.

Le ballad piano e chitarra si trasformano in mashup pieni di beat piatti e ordinari, quasi dei rimandi svogliati al mondo targato Mark Ronson, per finire con brani dance-pop. A livello testuale quelle di Meldau sono le storie di esperienze personali e desideri: dal racconto del primo grande amore avvenuto nella narrazione dell’EP Lovers ai contrasti dovuti all’infedeltà del partner nell’attuale The Weight Is Gone, la materia investigata dallo svedese non muta forma né sostanza, lasciandosi pervadere da un pop commercialotto che sacrifica – ancora una volta purtroppo – la grande grandissima vocalità di Meldau.

Peccato davvero, perché About You aveva buoni strumenti a disposizione per dare nuova vita a una storia che abbiamo sentito mille volte – le delusioni d’amore -, tema però sempre duttile, pronto a lasciarsi plasmare e osservare da punti di vista diversi. Timidamente emotivo, un pop innocuo e scontato, che si perde dunque sulla distanza, cedendo il passo all’airplay radiofonico più anonimo. L’ho già detto “peccato”?

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