Recensioni

Poniamo che non abbiate mai sentito parlare degli Alberta Cross (può succedere). Mettete sul piatto questo loro omonimo disco – il terzo, non considerando mini album ed EP – e vi si spalancano ben note, inequivocabili prospettive Americana. Non manca nulla: baluginare di tramonti e polvere sulla linea azzurrina della frontiera, la strada che chiama al viaggio, la mestizia come un moto che cova battagliero, un superarsi immobile e dinamico per mezzo di visioni assieme traditional e astrali. Poi guardi la carta d’identità del principale responsabile del progetto e lo scopri essere tal Petter Ericson Stakee, svedese di Uppsala, che oramai dieci anni fa ne fu il fondatore assieme al londinese Terry Wolfers, che nel frattempo è uscito dal gruppo.
Il buon Stakee ha però avuto il buon gusto almeno di trasferirsi a New York, Brooklyn per la precisione, dove ha trovato nuova linfa per bagnare l’ispirazione. Ed ecco questa dozzina di canzoni che tra piano, organo, fiati e slide inseriscono variazioni di synth e movenze sincopate tanto per suggerire un DNA alieno, quello che ci vuole per non cadere del tutto nel trito country rock ad alto coefficiente radiofonico. Si parte bene con una You’ll Be Fine lunare e in punta di cuore, subito sbaragliata dall’enfasi Mumford & Sons carburata di impellenza Arcade Fire di Ghost Of Santa Fe. Poi è tutto un oscillare tra ordinaria ispirazione e piccoli scostamenti, elevandosi oltre la media nella spacey Water Mountain (tipo i Counting Crows incendiati dal Thom Yorke più lirico), in una Smoky Lake che fa valzer con lontani echi Red House Painters e in quella It’s You That’s Changing che impasta soul, southern e jazz come potrebbero dei nipotini scafati di Van Morrison.
In quest’ultimo caso soprattutto, è apprezzabile la determinazione a ottenere tanto con pochi elementi, puntando sull’intensità, sulla densità, sul pieno emotivo. La band insomma c’è, la voce ha una sua fibra ineffabile e bella personalità, il suono è ben congegnato ed eseguito. Certo, ci sono dei guinzagli da sciogliere, ma hanno dimostrato di poterci riuscire.
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