Modeselektor, foto di Birgit-Kaulfuss (2021)

Weekend discografico. Ascolta gli album di Max Gazzé, Max Richter, Serena Altavilla, Modeselektor e altri

Songwriting onirico e puro dancefloor

Come non iniziare con un angelico loop, composto da droning e coro, il nostro weekend discografico? Psychogeography è il brano che apre Voices 2, la seconda parte dell’album di Max Richter ispirato alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Ideale preludio a un weekend che se la batte tra la scrittura dai tratti onirici di Serena Altavilla e le voglie dancefloor dei Modeselektor, un ampio spettro entro il quale si agitano pulsioni stoner (Årabrot), rap e Hip Hop (Brockhampton), viaggi cyber-futuristi (endgame) e sarabande pseudo-prog (Gazzé). Ma andiamo con ordine.

Morsa è il primo album da solista della cantante e songwriter alt-rock già frontwoman dei Blue Willa e dei Solki, oltre che voce per Mariposa, Calibro 35 e La Band del Brasiliano. Il suo è un disco poggiato sulla fragilità come punto di rottura, poi di rinascita, che asseconda un mood tra realtà e onirismo, scrive Raugei nel suo post. Interessante è inoltre il parallelo speso da Solventi in sede di recensione con Cristina Donà, ravvisato in brani come Epidermide (con quel bel crescendo di batteria, tastiere e fiati) e Sotto le ossa (col suo passo lento e sbucciato rimanda anche al Marco Parente più etereo).

Il disco di Altavilla, di cui vi rimandiamo l’approfondimento ai sopracitati link, è senz’altro uno dei più interessanti che abbiamo da consigliarvi questo weekend, uno dei due capi attorno ai quali si snoda una matassa neppure troppo intricata, se paragonata a quella del fine settimana scorso. All’altro ci troviamo i sopracitati tedeschi, al solito freschi e sornioni ma soprattutto capaci di metterci il nervoso addosso. Sarà la crisi d’astinenza da live, sarà soprattutto la credibilità grazie alla quale i due riescono a trasportare il club in un’ora di vero e proprio mixtape, ma Extended arriva dritto al punto ed esprime tutta la voglia soppressa che abbiamo di tornare là fuori, con questa che potrebbe essere un’ideale colonna sonora tra incalzanti battute meticce e folate elettriche.

A proposito di ritmi che contano, interessante è il remix album degli Orb, ma anche Evolve, il disco d’esordio di Uzul, e sempre rimanendo a Berlino, abbiamo il ritorno di uno eroe degli 00s che si rifà sentire esattamente nella forma che lo aveva reso più noto e conosciuto nel circuito dei club europei (e tra le riviste specializzate). Parliamo di Schneider TM e di quell’experimental post-pop causticamente elettroacustico che nel 2000 lo aveva messo sulla mappa, insieme a KPT.Michi.Gan, con The Light 3000, inventiva cover glitch di There Is a Light That Never Goes Out degli Smiths. E sono le parole di Alessandro Pogliani. A garantire per lui c’è Editions Mego e azzeccato è anche il titolo del disco: The 8 Of Space, che per qualche verso finisce per introdurre quello di Max Gazzé. La La matematica dei rami, che segue a tre anni di distanza Alchemaya, contiene Il Farmacista, brano presentato dal nostro a mo’ di cosplayer DaVinci alla 71esima edizione del Festival e Del Mondo, dei CSI, scelto per la serata delle canzoni d’autore e prima cover ad entrare in un disco del cantautore romano. Parliamo di un disco in bilico tra la classica prosa post-battistiana alla quale il cantautore romano ci ha abituati sin dall’inizio e una produzione dall’hook radiofonico – anche itpop friendly – che accoglie numerosi interventi elettronici tra synth, drum machine, archi sintetici ed effetti, il tutto agitato, piaccia o no, da stravaganti ventate elettro-prog.

Sull’hip hop dicevamo che il ritorno atteso è quello dei Borkchampton, collettivo fresco e pimpante, super monitorato e sempre sul punto di fare il botto che puntualmente non (almeno crediamo) arriverà neanche questa volta. Ma non si tratta di vedere il bicchiere mezzo vuoto, anzi. Il gruppo amplia la palette stilistica, tra echi da Dr. Dre (CHAIN ON) e retaggi elettrici 70’s (THE LIGHT), confermandosi – e sono le parole di Roncoroni – solido e affiatato. Si tratta di uno di quei lavori che ascolti e per cui godi senza sussulti, ma appunto è puro godimento e va benissimo così.

Per il dettaglio completo sugli album del weekend vi rimandiamo alla pagina dedicata.

Tracklist

Ti potrebbe interessare