Dinosaur Jr
Dinosaur Jr, foto per la stampa di Cara Totman (2021)

Weekend discografico. Ascolta gli album di Field Music, BIG | BRAVE, Dinosaur Jr. e altri

Nuova tornata di uscite per un weekend che alterna muri di chitarre e urban sound, ritorni rap e suite sperimentali, squisito psych pop e oltre

Weekend musicale particolarmente eccitante per via dell’inaugurazione della nuova versione della sezione Weekly del portale. Qui troverete ogni lunedì tutti gli album in uscita nella settimana e ogni venerdì e susseguente fine settimana, l’editoriale, i video e le news pubblicate durante lo stesso periodo. La sezione permette inoltre di poter navigare a ritroso così da poter sempre consultare questi, che sono di fatto i numeri di un magazine virtuale.

Partiamo dalle chitarre per dirvi che gli dei dello stoner metal – Sleep – hanno pubblicato le versioni rimasterizzate di due brani precedentemente inclusi nella nota collana Adult Swim, quella legata al blocco televisivo statunitense che ha lanciato nel 2017 Rick and Morty. Il titolo è perfetto: Iommic Life, mentre in streaming è disponibile soltanto un pezzo, anche perché parliamo di una pubblicazione esclusivamente vinilica curata dalla Third Man Records di Jack White. L’altra formazione heavy raccomandata questo WE risponde al nome di BIG | BRAVE, ovvero il trio sperimental-minimalista, tra affondi heavy e crescendo post rock, di Montreal. Il loro Vital, recensito positivamente da Elena Raugei, si concentra sul peso dell’appartenenza razziale e di genere nella nostra società, nonché sulle conseguenze psicologiche che il discredito e la discriminazione possono arrecare alle vittime.

Sempre per la serie musica spacca timpani ma cantata con la mano sul petto abbiamo Sweep It Into Space, un ritorno quanto mai sulla lunga distanza per i Dinosaur Jr., che arriva a ben cinque anni di distanza dal precedente Give a Glimpse of What Yer Not. La novità qui è che abbiamo Kurt Vile alla produzione e a suonarci almeno in I Ran Away, pezzo dall’inconfondibile mix di melodie travolgenti e assoli a ruota libera del nostro immarcescibile J Mascis. Si tratta di un ritorno – ci racconta Onza in sede di recensione (in arrivo) – che non si accontenta come i suoi predecessori di mantenere dignitosamente il blasone della band, ma colpisce con un’ispirazione rinnovata e un discorso concreto e organico, piazzando stavolta più di qualche singolo degno di nota.

Dall’Italia un resistente mix di blues, rockabilly e garage trova nei napoletani Devils un nuovo e promettente manifesto, Beast Must Regret Nothing, disco che ha dato l’occasione a Valentina Zona per fare due chiacchiere con il duo che nell’album può vantare la collaborazione con l’American God Mark Lanegan. Rimanendo nel nostro Paese, abbiamo un nuovo brano dei Bachi Da Pietra ad anticipare il ritorno discografico Reset. Si tratta di un manifesto del “mondo migliore possibile”, ovvero del peggiore, qualcosa che assomiglia un po’ troppo a quello in cui viviamo oggi. Altra uscita italiana, sempre formato singolo, è Cosa ci sarebbe, il radiofonico ritorno dei Fast Animals and Slow Kids, qui alla loro prima collaborazione in generale e nello specifico con Willie Peyote. Anche quest’occasione è stata buona per intervistare la band. L’articolo è a firma di Luca Roncoroni, che ha inoltre criticato (positivamente) Mastroianni, il pezzo soul-hip hop che ha segnato il ritorno dei Sottotono a vent’anni esatti dall’ultimo lavoro in studio. Sempre italianissima l’uscita di Ditonellapiaga, al secolo Margherita Carducci. Il suo Morsi corrisponde all’EP di debutto su sonorità urban, che nello specifico esplorano ritmi reggaeton, mood indie e hip hop governando l’arrangiamento con un cantato tra r’n’b, jazz e soul. Chiudendo con le uscite italiane, Jar’a è il nuovo disco solista di Paolo Angeli, una suite della durata di 42 minuti strutturata in 6 movimenti di cui ci parla Beatrice Pagni.

Il WE segna anche l’uscita di un remix album di Sonic Boom intitolato Almost Nothing Is Nearly Enough. La particolarità è che a remixarlo è stato lui stesso, Peter Kember. E poi un nuovo album postumo di Alan Vega che sulla carta non promette benissimo, ma che dal lato dei visual ha regalato buone soddisfazioni. S’intitola Mutator.

In chiusura di carrellata abbiamo l’ottimo ritorno dei sempre bravi Field Music  il cui White Flat Moon ha lo scopo di farci sentire bene (con la musica) raccontandoci di cose anche parecchio negative per sublimi agrodolci risultati. Mentre M’berra è il nuovo disco del produttore italiano Raffaele Costantino, meglio noto come Khalab assieme agli M’berra Ensemble, un collettivo di musicisti maliani dell’omonimo campo nel sud-est della Mauritania.

Tracklist

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