È possibile passare da un weekend con più di quaranta pubblicazioni a uno con meno di dieci? La domanda è retorica naturalmente: poche uscite questo weekend, ma senz’altro musica di cui parlare e almeno una chicca che risponde al nome di Scordato Cuore, secondo album dei Manuel Pistacchio il cui titolo deriva da una poesia di Eugenio Montale, e il cui pop è materia preziosa e sfuggente, fatta di sognante cantautorato e indie rock, lo-fi e psichedelia. Quelle del trio romagnolo sono canzoni che sembrano uscite dal cassetto dei rimasugli, scrive Solventi in sede di recensione, canzoncine anomale che adesso ammaliano e l’attimo dopo disturbano, piccoli marchingegni senza importanza che penetrano i pori e inceppano la consuetudine.
È questa, senz’altro, l’uscita più interessante di un weekend che il sole e il mare lo vede e interpreta da molteplici angolazioni: c’è quella country di Bobby Gillespie e Jehnny Beth ispirata da Lee Hazlewood e Gram Parsons, e c’è quella “col fischio” di Molly Lewis che tira in ballo niente meno che Alessandro Alessandroni e le colonne sonore del Maestro Ennio Morricone. Nel primo caso, Utopian Ashes, parliamo del debutto del frontman dei Primal Scream accanto alla vocalist delle Savages, un concept sulla fine di un amore arrangiato con strumentazione rock espansa, con tanto di fiati e archi, un disco non proprio come il lead single che lo ha anticipato, che viaggiava su buoni livelli zuccherini su sonorità MOR e AOR, ma qualcosa di più delicato e generoso (recensione di Edoardo Bridda); nel secondo, The Forgotten Edge, abbiamo un’ammaliante Molly Lewis, musicista australiana di base a Los Angeles, qui all’EP di debutto, che tra le sue influenze, oltre allo sgamato spaghetti western, annovera l’exotica di Les Baxter e Martin Denny.
C’è anche del buon post-punk questo weekend, in chiave funk per la precisione. Loro sono i britannici Snapped Ankles, che escono su Leaf con il terzo lavoro, Forest Of Your Problems, mantenendo coerenze e prevedibilità, fascino e calibro, maturate nei due precedenti episodi discografici, ovvero Come Play The Trees e Stunning Luxury. Parliamo di un suono trito e ritrito, eppure quest’assalto all’arma bianca – tra krauterie varie e electro-rock – piace e convince Stefano Pifferi, che a breve arriverà con la recensione. A proposito di kraut & kosmische, questo fine settimana è uscito anche il debutto omonimo su Rocket degli Holy Family.
Last but not least, da segnalare c’è inoltre una riedizione 2021 del classico techno dub prodotto dal duo formato da Thomas Köner e Andy Mellwig, ovvero Porter Ricks. Parliamo naturalmente di Biokinetics (1996), di cui abbiamo una recensione classic, se volete approfondire. Inoltre è uscita solo ora la colonna sonora curata da Mica Levi di Zola, il film dello scorso anno diretto da Janicza Bravo.
Ultimissimo, se la scorsa settimana abbiamo parlato del buon ritorno di Eli Keszler, in questa citiamo in chiusura quello del percussionista Booker Stardrum. Il suo CRATER puntella sculture magmatico-tentacolari figlie delle astrazioni di OPN e del free jazz.