A distanza di due anni dall’album La parole e dopo i remix ad opera di Shigeto, Venetian Snares, Emika e μ-Ziq, Vincenzo Ramaglia si avvale del più prestigioso tra i contributi finora collezionati, quello di Carsten Nicolai in arte Alva Noto.
Il tocco del producer, compositore e boss dell’etichetta Noton, è inconfondibile: minimale, avvolgente, appena screziato da microsuoni, noise come glitch. Qualcosa sveste e riveste l’originale La parole 1 spogliandolo della dinamica vocale ma senza rinunciare alla voce stessa (di Laure Le Prunenec), che qui acquista un pathos acusmatico e aurorale. Una ghost in the machine, per citare Gilbert Ryle.
Riconoscere l’anima glitch/granulare di Alva Noto nella rielaborazione di un mio brano mi emoziona. Oltre al suo stile evocativo, essenziale e ipnotico che amo da sempre, sento un’ulteriore vena poetica aprirsi a un orizzonte infinito di suggestioni. Ad esempio mi ricorda – non so perché – la ‘scena della biblioteca’ di ‘Der Himmel über Berlin’ di Wenders, ma gli angeli di quella sequenza mi tornano alla mente come frammentati attraverso un prisma ottico. La mia sensazione finale è che questo remix metafisico sia un vero capolavoro.
Vincenzo Ramaglia
Il remix di Nicolai non è che un’ulteriore conferma del pregio artistico del lavoro di Vincenzo Ramaglia che, in sede di recensione, abbiamo definito «un mix di lirica d’avanguardia e elettronica, accessibile e travolgente».
Sulle nostre pagine trovate la recensione dell’album La parole e un’intervista a Ramaglia.
