David Lynch (foto da Facebook)

Tutta la musica di David Lynch: dalle collaborazioni con Angelo Badalamenti agli album solisti

Un artista a tutto tondo

Regista visionario, scrittore, cultore della meditazione trascendentale e pittore, non bisogna dimenticare che David Lynch era anche un musicista e un appassionato di effetti sonori in senso lato. Insomma, un artista a tutto tondo in grado di abbracciare tutto lo spettro della creatività (era anche un discreto falegname).

La sua prima incursione in campo musicale l’abbiamo con il suo esordio cinematografico, Eraserhead, di cui curò la colonna sonora con il sound designer Alan Splet, composta principalmente da effetti sonori, e fu co-autore insieme a Peter Ivers della canzone In Heaven (Lady in the Radiator Song), cantata nel film dallo stesso Ivers.

Il maggior impulso alla sua passione per la musica lo diede, tuttavia, il successivo incontro con Angelo Badalamenti, compositore che dal 1986 in poi curò le colonne sonore di praticamente tutti i lavori di Lynch (escluso Inland Empire). Fu sua l’intuizione di far cantare direttamente a Isabella Rossellini, all’epoca sua compagna, una cover di Blue Velvet nell’omonimo film. Per Twin Peaks, in cui il connubio tra Lynch e Badalamenti raggiunge probabilmente il suo apice, Lynch scrive ii testi di The Nightingale, Into the Night e Falling, brani cantati con voce eterea da Julee Cruise (scomparsa nel 2022).

Al 1998 risale la pubblicazione dell’album collaborativo, Lux Vivens, con Jocelyn Montgomery, mentre di tre anni più tardi è BlueBOB, realizzato in collaborazione con l’ingegnere del suono John Neff. Al suo interno troviamo pezzi industrial, blues contraddistinti dalla solita vena sperimentatrice del regista. Nel 2007, invece, viene dato alle stampe un nuovo album collaborativo, Polish Night Music, realizzato con Marek Zebrowski, il quale aveva curato parte della soundtrack di Inland Empire.

Del 2011 è la pubblicazione di Crazy Clown Time, di cui abbiamo scritto all’epoca nella nostra recensione: «Nelle forme americanissime che compongono Crazy Clown Time, Lynch sa usare il rasoio di Ockham, sia in terreni elettrici – con l’aiuto dell’ingegnere del suono Dean Hurley, a trovare una produzione curatissima sopra e sotto la struttura scheletrica dei brani – che acustici, asciugati all’essenziale». Due anni dopo arriva The Big Dream, che analizzavamo in questo modo: «Il paesaggio è l’altra chiave. Lynch costruisce macchine celibi perfette per naufragare nel deserto immaginario dell’estremo Sud degli States, non quello reale ma quello immaginato».

Bisogna poi attendere il 2018 per il successivo ritorno discografico, stavolta accompagnato dall’inseparabile Badalamenti. Thought Gang è la sintesi definitiva di una collaborazione durata per oltre trent’anni: «Chiamatela musica moderna – aveva spiegato il regista – adoro questo materiale. La realtà non è esattamente il posto che la gente cerca per fuggire». L’ultima pubblicazione è del 2024, con l’album collaborativo Cellophane Memories con Chrystabell (vista nei panni dell’agente dell’FBI Tammy Preston in Twin Peaks: The Return). Il disco contiene anche delle composizioni postume di Badalamenti, scomparso nel 2022.

«A tratti ostico, spesso inafferrabile, potremmo azzardare persino il più assonante nella forma, e non solo nelle atmosfere, al cinema lynchiano più temerario e surreale», sentenziano le parole di Tommaso Iannini nella nostra recensione a Cellophane Memories.

Su queste pagine potete leggere le nostre recensioni di Twin Peaks, Velluto blu, The Elephant Man e Inland Empire.

 

Tracklist

Ti potrebbe interessare