Non capita tutti i giorni che una superstar del rap internazionale abbandoni il proprio camerino per trasformarsi in un assistente di studio. È quello che ha fatto Travis Scott sul set di The Odissey, l’ultimo blockbuster e campione di incassi firmato Christopher Nolan.
In una recente intervista rilasciata a Variety, il musicista di Houston ha rivelato i dettagli del suo coinvolgimento nel film, raccontando di essersi presentato sul set ogni giorno alle 5 del mattino con l’obiettivo di fare da ombra al regista e al direttore della fotografia Hoyte van Hoytema per imparare i segreti della macchina da presa.
Un set senza camerini
Per il primo volto che gli spettatori incontrano guardando il film, niente pause e nemmeno distrazioni. “Guardavo dentro l’obiettivo, ero totalmente immerso nel lavoro sotto il cofano della produzione”, ha scherzato Scott, aggiungendo che l’atmosfera sul set era dominata da una dedizione assoluta che ha contagiato tutto il cast. “Nessuno restava nel proprio trailer. Per me si trattava di una novità assoluta, di solito fai la tua parte e poi torni a riposare. Io invece volevo disperatamente imparare, quindi il camerino non volevo proprio vederlo”.
Quando gli è stato chiesto quale sia stata la lezione più importante ricevuta dal regista di Oppenheimer e Inception, il rapper non ha avuto dubbi: “Portare sempre a compimento la propria visione. Mai scendere a compromessi sulla visione artistica”.
Il parallelismo con la contemporaneità
Nel film Travis Scott interpreta Femio, il bardo della mitologia greca. Ma non si tratta di una scelta solo estetica, ha spiegato Nolan, che dice di aver voluto fortemente il rapper per creare un ponte tra le origini della narrazione umana e la contemporaneità: “Volevo fare un cenno all’idea che questa storia ci è stata tramandata originariamente come poesia orale, analogamente al rap di oggi”, ha dichiarato il regista. La voce di Scott per lui è “l’ultimo tassello di un puzzle durato un anno”.
Come sottolineato da Davide Cantire nella recensione del kolossal, l’intervento musicale di Scott non rompe l’universo di Omero, ma ne aggiorna la tradizione: il canto epico dell’aedo diventa rap, e ciò che sopravvive è la medesima necessità di trasformare la memoria in racconto. Nolan non mette in dialogo due epoche, ma due linguaggi che condividono la stessa funzione”.
Il successo da record
Le sessioni all’alba di Travis Scott sembrano aver dato i loro frutti, se guardiamo l’accoglienza riservata alla pellicola. The Odyssey ha registrato il miglior weekend di apertura dell’anno per un film live-action, conquistando all’unanimità critica e pubblico: sul portale Rotten Tomatoes il film ha raggiunto i punteggi più alti in assoluto della carriera di Nolan, con un 94% di recensioni positive da parte della critica e 97% dagli spettatori.
Il trionfo globale ha però lasciato sottintendere delle venature horror che hanno spinto il regista a dichiarare di voler girare in futuro un film interamente dedicato al genere.
Su queste pagine nel frattempo potete recuperare il trailer di Odissea, così come le recensioni di svariati film di Christopher Nolan, tra cui Oppenheimer, Tenet e The Prestige, più una disamina sul suo cinema.