Dopo il successo delle date negli auditorium e chiese italiane tra il 2011 e il 2013, torna il sound artist Tim Hecker, uno dei più amati scultori sonori degli ultimi anni grazie al successo di album come Ravedeath, 1972 e l’ultimo Virgins e ad una abilità unica nell’ibridare digitalmente organi, rumori concreti, chitarre e altri strumenti all’insegna di un mix di ambient, noise e psichedelia al tempo urbano e rurale, che sa colpire allo stomaco ma anche comunicare emotivamente.
Il musicista canadese di stanza a Montreal, con un dottorato in “urban noise” conseguito nel 2006, sarà in italia per quattro date a partire da venerdì 19 settembre, al Bastione Alicorno di Padova, assieme a Samuel Kerridge, per poi toccare il Teatro Colosseo di Torino all’interno dell’Isao Festival, il 20, lo Spazio Zut! per Dancity Nights, il 21, a Foligno, e la Basilica S. Giovanni Maggiore, a Napoli, il 24.
Oltre alla recensione di Virgins, su queste pagine trovate un monografico scritto proprio in occasione del tour.
