Top Gun – Maverick, sequel del cult di Tony Scott datato 1986 che ha visto ancora una volta Tom Cruise protagonista nei panni di Pete “Maverick” Mitchell, è il 50esimo film a superare il miliardo di incassi al box office mondiale.
Con i suoi 521,1 milioni dollari incassati negli USA e gli altri 484,7 racimolati nel mondo, si tratta di fatto del film più visto tra quelli in cui l’attore hollywoodiano ha recitato, nonché la seconda pellicola a superare il tetto del miliardo dopo Spider-Man: No Way Home dall’inizio della pandemia.
Sempre per quanto riguarda Cruise, il suo precedente record lo aveva ottenuto con Mission: Impossible — Fallout, con un introito complessivo di 791 milioni di dollari.
Top Gun: Maverick, che gode di un’esclusiva nei cinema di 120 giorni, sta attualmente cavalcando l’onda lunga di un’affluenza che non conosce ancora flessioni importanti. E da quanto leggiamo su Hollywood Reporter, ben il 16% dell’audience americana l’ha già visto più di una volta.
Dopo più di trent’anni di servizio nella Marina, il Tenente Pete “Maverick” Mitchell (Tom Cruise) è proprio dove vorrebbe essere: un pilota coraggioso che può spingersi oltre ogni limite, cercando di schivare l’avanzamento di carriera che metterebbe un freno alla sua libertà. Quando viene chiamato ad allenare un distaccamento di allievi dell’accademia Top Gun per una missione specializzata che nessuno al mondo ha mai portato a compimento, Maverick incontra il Tenente Bradley Bradshaw (Miles Teller), nome in codice “Rooster”: è il figlio dell’amico di Maverick, il Tenente Nick Bradshaw, detto “Goose.” Alle prese con un futuro incerto e con i fantasmi del passato, Maverick deve confrontarsi con le sue paure più profonde, fino ad una missione che richiederà il sacrificio ultimo di quelli che sceglieranno di parteciparvi.
Sinossi
Componendosi in maniera molto fluida e ritmata attraverso macrosequenze action che trovano il loro culmine esplosivo nel roboante terzo atto, Top Gun: Maverick rappresenta quel ritorno all’umano e ai sentimenti, nonché all’esaltazione del gesto atletico, che Cruise insegue da ormai una carriera intera, capace di utilizzare gli strumenti della nostalgia e del sentimentalismo in modo diretto e sincero, senza trucchi né ruffianeria. Un blockbuster che è già un instant classic, perfettamente in grado di ragionare sui tempi moderni e su quello che verrà (dalla recensione di Davide Cantire).