Ventuno anni dopo l’ultimo concerto, la Beta Band torna per un tour che partirà il 25 settembre dal Barrowlands di Glasgow, per poi toccare Leeds, Bristol, Nottingham, Londra e Manchester, con una seconda tranche di date negli Stati Uniti. Il quartetto scozzese riproporrà per intero Three E.P.’s (1998), compilation che raccoglieva le loro prime pubblicazioni.
Attiva dal 1996 e sciolta nel 2004, la formazione scozzese è stata una delle realtà più anticonvenzionali del panorama indie britannico. Il loro stile, un mix di folk, elettronica, hip-hop e psichedelia, ha lasciato un segno indelebile nella scena alternativa britannica. Come ricorda la BBC, la loro musica ha raggiunto un pubblico discretamente ampio e trasversale grazie ad Alta Fedeltà / High Fidelity (2000). Di seguito, il frammento in cui John Cusack esaltava Dry the Rain, una delle loro canzoni più amate.
Post Beta Band e ristampe
Dopo lo scioglimento, Steve Mason ha proseguito come solista pubblicando cinque album, tra cui Brothers & Sisters, mentre John Maclean e Robin Jones hanno fondato The Aliens, con cui hanno pubblicato due album – Astronomy For Dogs e Luna – e una raccolta (Electronville). Maclean si è poi dedicato al cinema, dirigendo Slow West (2015) e Tornado (2024), quest’ultimo scelto per aprire il Glasgow Film Festival.
La formazione ha annunciato il ritorno con il consueto humor: “Bisogna scuotere le cose almeno una volta ogni vent’anni per capire cosa ci hanno lasciato le tarme. E il momento è arrivato”.
A proposito dei Three EPs, vale a dire Champion Versions (dato alle stampe nel luglio 1997), The Patty Patty Sound (marzo 1998) e Los Amigos Del Beta Bandidos (luglio 1998), l’ultima ristampa risale al 2018, in occasione del 20ennale, nonché prima di una serie curata da Because Music che quell’anno ha coinvolto l’album omonimo del 1999 in Deluxe Edition e la compilation The Best of The Beta Band, una raccolta dei brani più celebri della band, accompagnata da una registrazione live del concerto al Shepherd’s Bush Empire di Londra nel 2004.
Su SA ne trovate la recensione assieme a quelle di Hot Shots II, Heroes to Zeroes, rispettivamente il penultimo e ultimo album, oltre a quella relativa all’omonimo album del 1999.