Thalassa Festival. Avvicinamento pt. VII

Settima puntata di avvicinamento al Thalassa Festival con Lay Llamas e Vostok Lake

Gli ultimi due progetti che presentiamo in questo percorso di avvicinamento agli abissi made in Thalassa avranno l’onore, nonchè l’onere, di concludere il festival del Dal Verme: da una parte Lay Llamas, duo che sta tenendo fede alle aspettative, visto che l’esordio lungo verrà pubblicato addirittura dalla inglese Rocket, dall’altra i Vostok Lake, neo next-big-thing dell’inquieto underground romano.

Lay Llamas
Un popolo africano sale su un’astronave alla ricerca di un lontano pianeta: questo il concept attorno al quale si dipana il lavoro omonimo di Nicola Giunta come Lay Llamas. Come nella ricerca portata avanti da Donato Epiro, Lay Llamas si riappropria di suggestioni africane per riproporle in nuovi contesti, siano esse le andature ritmate al limite del funk o le stratificazioni noise. Un progetto avventuroso che si è già fatto notare dai tizi di Rocket Recordings, che in quanto a spaesamento e psichedelia ne sanno qualcosa.

https://www.youtube.com/watch?v=aEhNzPS8JwQ

Vostok Lake
Un gigantesco corno da grammofono giace sotto la calotta del lago di Vostok trasportando palindromi sonori raccolti dall’etere al centro della terra. Pochi uomini sono stati in grado di udirli, quelli dannati dalla necessità di cercare se stessi nel freddo che dà alla testa, come il capitano Ernest Henry Shackleton. Uno sconosciuto magnetismo ha riattivato quel grammofono che ora diffonde i suoi suoni nel vuoto spazio. (testo Giovanni Romagnoli dalle Bande Nere). Noi vi proponiamo l’ascolto di The Fifth Child.

 

Tracklist

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