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Spotify aumenta il costo dell’abbonamento Premium in Europa, le polemiche non si placano

Da settembre il prezzo mensile passerà da 10,99 a 11,99 euro. L’aumento arriva in un momento madiaticamente turbolento per il colosso dello streaming ma da un punto di vista finanziario - report ufficiale alla mano - l'azienda non è certo in crisi

Spotify ha annunciato lunedì 4 agosto l’aumento del prezzo dell’abbonamento Premium in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa, Asia e Pacifico: da settembre il costo mensile passerà da 10,99 a 11,99 euro, in linea con un aumento già introdotto lo scorso anno negli Stati Uniti. L’azienda spiega la scelta come necessaria per «continuare a innovare sulle offerte e caratteristiche del prodotto e garantire la migliore esperienza possibile agli utenti».

Il recente report finanziario relativo al secondo trimestre 2025 evidenzia una crescita solida, con 276 milioni di abbonati Premium (+12% su base annua) e 696 milioni di utenti attivi mensili (+11%). Spotify ha inoltre registrato un flusso di cassa libero record per il periodo, confermando la sua posizione di leadership nel mercato dello streaming musicale.

Non è tutto rosa e fiori però: la pubblicazione dei risultati ha causato una flessione dell’11% del prezzo delle azioni, segnalando una certa cautela degli investitori rispetto alle sfide future del settore. Nonostante ciò, l’aumento del prezzo dell’abbonamento ora annunciato e le strategie di diversificazione messe in campo dall’azienda non destano preoccupazioni significative per il CEO Daniel Ek e il management.

In questo contesto macroeconomico vanno lette le proteste di alcuni artistiDeerhoof, King Gizzard and the Lizard Wizard e Xiu Xiu — principalmente legate a questioni etiche riguardanti l’investimento di circa 600 milioni di dollari effettuato dal CEO Daniel Ek in Helsing, una società tedesca specializzata in sistemi d’arma basati su intelligenza artificiale. Si tratta di un numero limitato di musicisti la cui scelta di lasciare la piattaforma — pur giusta e motivata — non ha e non avrà alcun impatto significativo sull’ecosistema complessivo.

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