Gianni Morandi, Paola Egonu, Amadeus
Sanremo 2023, Gianni Morandi, Paola Egonu, Amadeus, still (2023)

Sanremo 2023. Nuove vecchie regole: Pornhub piange, Mengoni dato vincitore da prima della gara

Non è più il Sanremo degli anni '90 e non c'è più solo la televisione, ma l'Italia per la kermesse puntualmente si ferma

È capitato di nuovo. A un anno dalla fortunata edizione 2022 e con gli altrettanto entusiasmanti riscontri che quest’ultima sta ottenendo a mostrarne evidenza, le analytics di Pornhub tornano a evidenziare quello che ormai è un trend consolidato. Sanremo nuoce allo streaming di Pornhub, il portale leader nell’intrattenimento per adulti.

I dati, analizzati da RS Italia, evidenziano che nella serata di martedì 7 febbraio, all’altezza dell’esibizione dei Pooh – circa alle 23:00 – la piattaforma registra un vistoso picco negativo degli accessi rispetto alla media giornaliera. -17% il segno negativo tutto a favore della kermesse, e questo fino allo scoccare dell’una, quando il trend interseca la media per poi salire fino a +7%, un chiaro indicatore di ciò che ha fatto quella parte di audience una volta staccato gli occhi dalla kermesse.

Anche quest’anno a tener desta l’attenzione di un pubblico certamente più complesso e variegato di quello che nei ’90 regalava alla manifestazione i suoi dati d’ascolto migliori, è quel mix di vecchie glorie e nuove proposte che con classifiche, talent e streaming hanno parecchio a che fare. Sanremo, dalla conduzione di Claudio Baglioni in avanti, non è più una riserva di caccia per vecchi lupi della canzone italiana, bensì un’agorà in cui si avvicendano nostrane star mainstream di ogni epoca, anche in versione karaoke.

Gli ospiti non saranno più quelli internazionali di una volta ma è poi un segno dei tempi; ci pensano i Maneskin a fare molto più share di quanto potrebbero mai ottenerne artisti stranieri ben più famosi che agli italiani, sempre più scollegati musicalmente dall’estero, non interessano più. E poi c’è il contorno, la “sostanza” multi-mediatica che tutto amplifica e moltiplica: gli scandali e le polemiche, se non ci sono vengono architettati (vedi Blanco) o caldeggiati (vedi Fedez). Tutto rientra in un grande blob che risucchia tutto, neanche il calcio ne è immune. Per una settimana tutti diventano esperti musicali ma la musica  rappresenta soltanto una parte dello show.

Su un piano squisitamente musicale a rimanere una costante è ciò che incarna Marco Mengoni con la sua canzone. Dato per favorito da ogni bookmaker sulla terra ben prima che iniziasse la manifestazione, l’ex vincitore dell’edizione 2013 porta Due Vite, un brano che – come dicevamo – «non graffia neanche per sbaglio», eppure gode del formato e di un’interpretazione perfetti per la kermesse (e per la sua ugola). Afflato, saliscendi di note vocali, intimismo e prosopopea, soprattutto un gran struggimento, specie se corroborato da archi, sono gli ingredienti della canzone sanremese di sempre (e riconosciuta come tale).

Cambiano i volti e gli arrangiamenti, rimane la base; così al Festival, oltre lui, dato per vincitore oltre il 42% (e già premiato dalle principali classifiche italiane), troviamo nuovi volti a incarnare vecchi stereotipi, in mezzo a proposte – vivaddio – più contemporanee, o perlomeno aggiornate agli anni ’90. Troviamo Ultimo a fare il verso a Ranieri o Tananai che trasforma il “sesso occasionale” in un rapporto duraturo con la kermesse, con buona mano dei co-writer, gli stessi di tante hit di oggi.

A proposito di professionisti della canzone, capita che proprio grazie a loro, trap star diventino qualcos’altro, eppure Sanremo-compatibili. È il caso di Lazza, che con l’aiuto di Dardust e Davide Petrella è favorito sul podio con un pezzo che sembra prodotto da Fred Again e si fregia di un ritornello che però lo ricolloca in un’inedita (per lui) area Tiziano Ferro. Dimenticavamo la regola dell’outsider, quella per la quale, complice il televoto, Mr Rain è dato al 13% di vittoria (chiedete a TikTok). Non è più il Sanremo di una volta, ma le regole non scritte ci sono ancora: alcune sono le stesse di sempre, altre si sono adattate ai tempi (dello streaming) in cui viviamo.

Tracklist

Ti potrebbe interessare