Colapesce, Dimartino, Carla Bruni
Colapesce, Dimartino, Carla Bruni a Sanremo 2023

Sanremo 2023. Azzurro: Colapesce, Dimartino e Carla Bruni da splash a boh

I due siciliani e madame Sarkozy si divertono un mondo in modalità karaoke Celentano. Noi, boh

Splash, il brano presentato in gara dal duo siciliano, è una Musica Leggerissima 2.0 più esistenzialista e con, forse, meno hook, ma di sicura efficacia, tra evidenti rimandi BattistiBattiato (e anni ’70 assortiti) in una formula rodatissima che consolida il loro già fortissimo brand (come dimostra l’ambizione di misurarsi con un progetto cinematografico, La primavera della mia vita, diretto da Zavvo Nicolosi e in uscita il 20 febbraio, che esplorerà il loro universo tematico); tout court, uno dei migliori – se non il migliore – tra i pezzi presentati sul palco dell’Ariston in questa edizione che registra un oggettivo appiattimento; non vincerà (salvo miracoli), ma in un certo senso ha già vinto.

Nella serata dei duetti, Colapesce e Dimartino scelgono una pietra miliare della canzone italiana, quella Azzurro che nel 1968 unì in matrimonio indissolubile lo slancio autoriale di un gigante come Paolo Conte con il nazional popolare di un altro gigante come Adriano Celentano (il testo è del paroliere Vito Pallavicini, altro gigante ancora). Un brano epocale che, sulla carta, ha ben poco per essere attaccato, altresì tematicamente affine all’ambiziosa ricerca dei due di proporre canzoni pop(olari) con il peso dell’autorialità.

https://twitter.com/SanremoRai/status/1624176310401507328

Nell’azzurro dell’acqua si fa splash, e allora eccoli qua, anzi eccoli qui: così infatti Carla Bruni esordisce, mancando inspiegabilmente la rima e facendo già alzare qualche sopracciglio. La scelta dell’ex top model, cantautrice intimista ed ex première dame francese (chi si ricordava fosse in realtà italiana?), se non vogliamo ricercarla in uno scenario da beauty and the beasts (o Franco e Ciccio alla corte di Francia), lascia qualche perplessità, appare in realtà poco comprensibile.

L’arrangiamento, eccetto due battute sul finale affidate a Carlà in chiave dimessa, come nel suo stile confidenziale, segue pedissequamente l’originale, nel solito effetto karaoke che ha caratterizzato la maggior parte delle esibizioni della serata. No alarms and no surprises: tanta perplessità, al netto dei due (in particolare un Lorenzo/Colapesce arrampicato sulle poltroncine rosse del teatro in modalità Grignani/Pelù nel ritornellone finale) che sembrano davvero divertirsi un mondo. Noi, boh.

 

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