È stato condiviso per lo streaming l’audio di Comfortably Numb Re-imagined, nuova versione del classico dei Pink Floyd pubblicato nel 1979 all’interno di The Wall, firmata da Roger Waters insieme all’artista palestinese Mona Miari. Il videoclip ufficiale sarà invece pubblicato il prossimo 17 giugno.
Il filmato diffuso in precedenza, diretto da David Barron e co-diretto dalla stessa Miari, rappresentava in realtà un primo visual legato al brano, pensato come accompagnamento introduttivo alla nuova versione e non ancora come videoclip definitivo. Il progetto è stato inoltre condiviso ufficialmente in streaming attraverso un annuncio dei due protagonisti sui rispettivi canali social, accompagnato da un breve filmato in cui viene dichiarato che “Questa canzone è frutto di amore e sincerità”.
La nuova versione riprende la struttura musicale del 2022 già pubblicata da Roger Waters, eliminando l’assolo di chitarra (nei crediti infatti manca David Gilmour) e rielaborando l’originale in una forma più acustica e corale, con flauto, percussioni e un piccolo coro. Il brano è interpretato in inglese e arabo. Le parti in arabo di Miari sono sottotitolate in inglese e includono il seguente passaggio:
Dopo tutto quello che è successo / senza più nessuno / le parole sono svanite, tutte / perché porsi domande, del resto? / Tutto ciò che è perduto / casa… oh amata casa / la notte cala silenziosa e si sgretola / oh amata casa… digli / il ramo d’ulivo / che si protende verso le stelle / una ferita aperta / che grida libertà
Alla parte cantata da Miari risponde Waters, che rielabora il ritornello originariamente legato a David Gilmour:
Sento il tuo dolore da New York City, sento il tuo dolore dall’altra parte del mare che chiama me e te
Miari replica:
Quando ero giovane sognavo la libertà / la speranza arde feroce in ciò che sono / come radici che si fanno strada tra le macerie / plasmiamo il nostro destino / la nostra luce spezzerà l’oscurità / siamo la promessa di una nuova alba
Il verso chiave ribalta la dichiarazione del brano originale: da “I have become comfortably numb” a “I will never become comfortably numb”. C’è il rifiuto dell’apatia, dunque. Nel video Waters cita anche la Nakba e il 1948, inserendo la narrazione personale in un quadro storico più ampio. La risposta di Miari insiste invece su perdita, resistenza e diritto al ritorno. Il brano, della durata di circa otto minuti, si chiude con un finale corale in cui si invoca una Palestina libera (“Falasteen”).
In precedenza i due artisti si sono esibiti dal vivo allo SVA Theatre di New York per cantare Sumud, brano dedicato alla Global Flotilla.