Nirvana - Nevermind

Respinta la causa alla cover di Nevermind: non è pornografia infantile

Il tribunale statunitense ha stabilito che l’immagine simbolo del rock non soddisfa i requisiti legali per essere considerata contenuto sessualmente esplicito.

Una corte federale degli Stati Uniti ha nuovamente rigettato la causa che Spencer Elden, l’uomo ritratto da bambino sulla copertina di Nevermind dei Nirvana, aveva intentato sostenendo che l’immagine costituisse pornografia infantile.

Il giudice Fernando M. Olguin ha motivato la decisione affermando che “a parte il fatto che la persona era nuda sulla copertina, nulla si avvicina a porre l’immagine nell’ambito della pornografia infantile”. L’insieme del contesto, della posa, dell’ambientazione e dell’intento non suggeriscono condotta sessualmente esplicita.

Nella pronuncia, il giudice ha esplicitato che la nudità isolata — se non accompagnata da altri elementi che inducano a valutazioni lascive o provocatorie — non basta a qualificare l’immagine come pornografia illegale. La fotografia in questione è “più analoga a una foto di famiglia di un bambino nudo che fa il bagno”.

La disputa legale

La controversia legale risale al 2021, quando Elden ha chiesto indennizzi e la rimozione dell’immagine da eventuali ristampe future, sostenendo di aver subito danni psicologici, d’immagine e morali. In piena disputa legale, Dave Grohl ironizzò sulla causa intentata da Spencer Elden, sottolineando che «è lui ad avere un tatuaggio della copertina, non io». Nella stessa occasione difese Krist Novoselic, finito sotto accusa per alcuni commenti interpretati come filo-trumpiani: «non è un fascista, né un trumpiano, è una delle persone più sensibili e intelligenti che conosca».

Nel 2022 un giudice respinse il caso per decorrenza dei termini legali, ma nel 2023 una corte d’appello annullò quella decisione e stabilì che ogni nuova ripubblicazione dell’immagine potesse costituire un nuovo danno.

La conclusione della vicenda

Con l’ultima decisione del 30 settembre 2025, il giudice ha concesso una sentenza sommaria (summary judgment) con giudizio definitivo (“with prejudice”), chiudendo formalmente ogni possibilità di rilancio della questione sul piano giudiziario.

I difensori dei Nirvana e del fotografo Kirk Weddle hanno accolto con soddisfazione la decisione, ribadendo che l’immagine — pur culturalmente iconica — non può essere considerata pornografia ai sensi del diritto federale.

La vicenda aveva catalizzato l’attenzione non solo per la notorietà del disco, ma anche per le implicazioni legali e morali relative al modo in cui l’arte e il diritto interagiscono, specialmente quando coinvolgono immagini di minorenni.

Su Sentireascoltare Stefano Pifferi ha curato la recensione di Nevermind: nel dicembre 2024 l’album ha superato le 700 settimane nella Billboard 200, entrando tra i dischi più longevi della storia della classifica USA.

Stefano Solventi ha invece dedicato un approfondimento a MTV Unplugged in New York, mentre sul sito sono disponibili anche la recensione di In Utero e l’intera discografia dei Nirvana.

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