Red Hot Chili Peppers
Red Hot Chili Peppers, foto di Clara Balzary (2022)

Red Hot Chili Peppers. Venduto il catalogo registrato con Warner Music

Dopo Dylan, Springsteen e Bowie, anche la band californiana cede i diritti del proprio repertorio in un mercato sempre più finanziarizzato delle music rights
Ormai questo tipo di notizia ha una cadenza mensile, o comunque periodica sempre più ravvicinata. Lo scorso febbraio era Britney Spears ad aver venduto i diritti del proprio catalogo musicale, ora tocca ai Red Hot Chili Peppers. La leggendaria band californiana è soltanto l’ultima, in ambito rock e derivati, ad aver compiuto lo stesso passo: prima di loro Bob Dylan, Bruce Springsteen, Neil Young, Sting, David Bowie, Pink Floyd, Kiss e molti altri. Lo schema è ormai consolidato: artisti che sono stati testimoni di una o più epoche cedono diritti per monetizzare immediatamente asset che continuano a generare reddito stabile tramite streaming, sync e licensing. Dall’altro lato, chi acquista — major come Warner, Sony e Universal oppure fondi specializzati come Hipgnosis/Recognition o Pophouse — tratta il catalogo come un vero e proprio asset finanziario: si stima il flusso di cassa futuro derivante da royalties, sincronizzazioni e sfruttamento commerciale, si ottimizza il rendimento e spesso si impiega leva finanziaria con l’obiettivo di rivendere in futuro a un prezzo superiore.

Vendita a 300 milioni di dollari

Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, i Red Hot Chili Peppers hanno ora ceduto a Warner Music Group i diritti relativi al proprio catalogo registrato in un’operazione superiore ai 300 milioni di dollari. L’acquisizione è stata effettuata attraverso la joint venture tra WMG e Bain Capital, fondo da 1,2 miliardi di dollari creato per investire proprio nel mercato delle music rights.

L’operazione rappresenterebbe una parte consistente dei circa 650 milioni di dollari già spesi dalla joint venture dall’avvio delle attività. Né Warner né i rappresentanti del gruppo hanno al momento commentato ufficialmente la notizia.

Non è la prima volta

Non è la prima volta che la band guidata da Anthony Kiedis, insieme a Flea, Chad Smith e John Frusciante, monetizza il proprio patrimonio musicale. Già nel 2021 il gruppo aveva infatti venduto i diritti editoriali del catalogo a Hipgnosis — oggi Recognition Music Group — per circa 140 milioni di dollari.

Il catalogo della band comprende classici come Californication, Scar Tissue, Can’t Stop, Otherside e Under the Bridge, oltre ad album fondamentali quali Blood Sugar Sex Magik e Californication. Una produzione che continua a garantire numeri enormi tra streaming, licensing e concerti sold out in tutto il mondo.

La scelta di Warner appare naturale anche sul piano storico: i Red Hot Chili Peppers pubblicano i propri album per l’etichetta dal 1991, anno di uscita di Blood Sugar Sex Magik, disco che segnò la definitiva consacrazione internazionale della band.

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