La Biennale ha annunciato che L’orto americano, il nuovo film di Pupi Avati, sarà il film di chiusura dell’81esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il regista torna così a uno dei suoi generi più amati, il gotico padano, affrontato con il cult La casa dalle finestre che ridono e il più recente Il signor Diavolo.
Tratto dall’omonimo romanzo dello stesso regista, oggi 85enne, il film ha per protagonista protagonista Filippo Scotti (già apprezzato in È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino) e vede nel cast anche Roberto De Francesco, Armando De Ceccon e Chiara Caselli.
Di seguito la trama diffusa dalla produzione: Bologna, anni ’40. Un giovane mentalmente problematico con aspirazioni letterarie, dopo un semplice sguardo, si innamora perdutamente di un’ausiliaria dell’esercito americano. Un anno dopo, l’eccezionalità del caso farà sì che lui vada ad abitare nel Midwest americano, proprio in una casa contigua, ma separata da un nefasto orto, a quella in cui vive l’anziana madre della soldatessa. La donna è disperata per la scomparsa della figlia, che dalla conclusione del conflitto, dopo aver scritto che si sarebbe sposata con un italiano, non ha più dato notizie di sé. Il giovane inizia così una tesissima ricerca della ragazza, che gli farà vivere una situazione particolarmente drammatica, fino a una conclusione, in Italia, del tutto inaspettata.
«Ancora una volta affrontiamo il genere gotico, in questo caso non solo confermando quei luoghi della nostra regione che sono risultati così significativi, ma allargandoci per la prima parte del racconto a quell’America rurale che è del tutto simile alla nostra Emilia-Romagna», sono state le parole del regista. Su queste pagine potete leggere la nostra recensione Classic del cult La casa dalle finestre che ridono, firmata dal nostro Valerio Di Marco.