Nel corso di un’intervista concessa nel corso della trasmissione di BBC Radio 2 Tracks of My Years, Paul McCartney ha rivelato un’indiscrezione che forse in molti non conoscevano: Prince ha registrato una cover di The Long and Winding Road, celebre brano dei Beatles contenuto nell’album Let It Be.
Non solo, Sir Paul ha anche rivelato che intende pubblicare il brano, prima o poi: “Ecco una notizia incredibile: un paio di anni fa ero con un tizio, era dopo la morte di Prince”, ha ricordato McCartney. «E questo ragazzo mi ha chiesto: ‘Hai mai sentito Prince cantare Long and Winding Road?’. Io ho risposto: ‘Beh, no. È una delle mie canzoni’. Ho aggiunto: ‘Non credo che l’abbia mai cantata’. Lui ha detto: ‘Beh, l’ha fatto. L’ha cantata durante le prove. La stava provando per qualcosa’”.
“Mi ha detto: ‘Te la mando, se vuoi’. Questo tizio, credo fosse il fotografo di Prince, il suo fotografo personale. Allora me l’ha mandata ed è davvero fantastica. Quindi ho intenzione di chiedere [agli eredi]… perché potrei farne qualcosa di davvero bello… È un po’ grezza. Suona la chitarra davvero bene in questo brano. Era un tipo speciale”.
McCartney non ha fornito ulteriori dettagli sulla registrazione, quindi non si sa quando Prince l’abbia realizzata, dove l’abbia fatto e se verrà mai pubblicata. Ciononostante, McCartney ha elogiato il cantautore di Minneapolis, scegliendo Kiss come suo brano essenziale di Prince e definendolo “un mago”. McCartney ha anche parlato di altre canzoni degli ultimi 70 anni che lo hanno influenzato, tra cui Chuck Berry, Buddy Holly & the Crickets, Elvis, i Kinks, gli Human League, Bob Dylan e i Beach Boys.
Nel nuovo album c’è la prima collaborazione con Ringo Starr
Il nuovo album The Boys of Dungeon Lane, in uscita venerdì 29 maggio, segna il ritorno di McCartney dopo più di cinque anni da McCartney III. Oltre a Sharleen Spiteri dei Texas e Chrissie Hynde dei The Pretenders, nel disco compare anche un duetto con Ringo Starr, dal titolo Home To Us: che segna la prima collaborazione ufficiale tra i due dell’era post-Beatles.
Il filo conduttore è una riflessione nostalgica che ripercorre l’infanzia a Liverpool e la fase precedente ai Fab Four.