Il secondo estratto da The Boys of Dungeon Lane, il nuovo album di Paul McCartney atteso per il 29 maggio, è Home To Us, brano nato dalla collaborazione con l’altro ex Beatles Ringo Starr. Il pezzo viene presentato come il primo vero duetto tra i due.
Il brano è costruito come un dialogo: McCartney e Starr si alternano nelle strofe raccontando cosa significasse “casa” quando erano ragazzi. Il tema è quello della nostalgia e delle origini, filtrato attraverso il ricordo della Liverpool del dopoguerra.
“Si potrebbe dire che il posto in cui vivevamo non fosse granché, ma per noi era casa”, canta Paul. “E puoi anche pensare che fosse un po’ malandato, ma per noi era casa”, gli fa eco Ringo. Nel ritornello emerge con forza il nucleo del pezzo, legato alla memoria e al tempo che sarà centrale nell’intero album: “Non ci curavamo di dove ci avrebbe portato la strada / Non c’era tempo per fare storie, perché era tutto ciò che conoscevamo / Il mondo attorno a noi era insicuro, quel posto stava cadendo a pezzi / Ma era la città dove sono nato / Ed era casa nostra”.
Il disco arriva a oltre cinque anni da McCartney III ed è un lavoro apertamente dedicato a memoria e nostalgia, un ritorno alle origini che ripercorre l’infanzia a Liverpool e la fase precedente ai Fab Four.
«Ringo è passato in studio e ha suonato un po’ la batteria», ha raccontato McCartney. «Ho detto ad Andrew Watt che avremmo dovuto registrare un brano e mandarglielo. Quindi questa canzone è stata pensata per Ringo. Nello scriverla parlo delle nostre origini. Come per molte persone, si parte dal nulla e ci si costruisce da soli. Ringo era di Dingle, ed è stata dura. Ha raccontato che veniva derubato mentre tornava a casa dal lavoro. Anche se era folle, per noi era casa».
«Ho scritto la canzone partendo da quell’idea e l’ho mandata a Ringo. Lui mi ha rispedito una versione in cui aveva aggiunto solo qualche riga al ritornello, perciò ho pensato che forse non gli piacesse. L’ho chiamato e mi ha detto che pensava volessi che cantasse solo un paio di versi, mentre io avrei voluto sentirlo su tutto il brano. Così abbiamo costruito il duetto: la mia prima strofa, la sua seconda. Non l’avevamo mai fatto prima».
Ai cori partecipano anche Chrissie Hynde e Sharleen Spiteri, scelte da McCartney per aggiungere una dimensione corale al brano: «Volevamo dei cori e mi è venuta l’idea che sarebbe stato bello sentire delle voci femminili. Loro sono amiche e hanno accettato subito».