È in arrivo il 22 novembre la riedizione di Nero a metà, capolavoro di Pino Daniele pubblicato nel 1980: quello che ci si può aspettare da questa operazione è un vero e proprio viaggio verso l’altissima risoluzione, la cui sorgente arriva direttamente dai nastri analogici originali.
Il lavoro, inclassificabile, svolto da Daniele, ampiamente analizzato e apprezzato da pubblico e critica, era già tornato nei negozi nel 2020, in occasione dei quarant’anni dall’uscita, in due nuove edizioni limitate e numerate ideate da Universal Music Italia con la collaborazione artistica della onlus Pino Daniele Trust, gestita dal figlio dell’artista, Alex Daniele. In quell’occasione fu possibile ascoltare anche alcune chicche come il bonus disc Nero a metà live – Bootleg 1980, con ben cinque inediti registrati in presa diretta nell’aprile del 1980 al teatro Massimo di Pescara, senza sovraincisioni e correzioni. E visto che l’attenzione e l’amore nei confronti di questo disco seminale non accennano a fermarsi, ci si è ritrovati a investire in una nuova operazione capace di dare nuova luce a quei brani.

L’idea di una veste rinnovata per l’album più rappresentativo e iconico del compianto cantautore napoletano nasce dall’ammirazione e dalla stima di Alessandro Massara, presidente di Universal Music Italia, per il lavoro di Pino Pinaxa Pischetola, uno dei più importanti ingegneri del suono in circolazione: infatti oltre a una maggiore chiarezza del suono, si potrà godere di una diminuzione di rumori, distorsioni e compressione. Pinaxa, nel ruolo di supervisore del progetto, si è anche occupato dell’intera catena produttiva, partendo dalla scelta dei migliori master disponibili e curandone personalmente il remastering, per poi seguire tutti gli altri procedimenti tecnici come pressing e cutting, affidato quest’ultimo ad Alessandro Di Guglielmo.
Il disco, prodotto da PPM Italy, fabbrica italiana specializzata in vinili, sarà disponibile unicamente in un’edizione limitata di 999 copie numerate, per perdersi ancora una volta nella bellezza glocal, a metà strada tra il Vesuvio e Chicago, di Nero a metà. Per un capolavoro che racconta ancora molto del nostro presente.