Pink Flyod, un'immagine dal film “At Pompeii - MCMLXXII”
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Pink Floyd, per Nick Mason fu determinante l’addio di Roger Waters: “Dal vivo siamo migliorati”

"La prima volta che siamo andati in tour per più di un anno è stato quando Roger se n’è andato"

Nick Mason, storico batterista dei Pink Floyd, ha raccontato in una recente intervista ad Uncut quanto sia stato determinante per la band il passaggio a tournée più lunghe e intense. Secondo Mason, il gruppo è diventato davvero efficace dal vivo solo nel momento in cui ha iniziato a suonare in modo continuativo, per mesi e mesi, anziché alternare brevi periodi di concerti e pause.

“All’inizio i nostri tour erano piuttosto frammentati, ha ricordato il musicista. “Facevamo qualche settimana di concerti, poi ci fermavamo, poi ripartivamo. È stato solo quando abbiamo cominciato a fare tournée che duravano anche un anno intero che abbiamo iniziato a suonare davvero bene insieme”.

Il batterista ha aggiunto come, negli anni Settanta, la band abbia progressivamente raffinato la propria dimensione live, fino a trasformarsi in una macchina perfettamente oliata, capace di unire precisione tecnica e impatto scenico. Questo processo, secondo Mason, divenne particolarmente evidente dopo l’uscita di Wish You Were Here del 1975, di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario.

Durante quei tour, ha dichiarato Mason, i concerti erano divisi in due parti ben distinte: nella prima venivano presentati i brani più recenti, spesso accompagnati da proiezioni e sincronizzazioni visive; nella seconda, le grandi hit che il pubblico attendeva. “Era tutto molto strutturato, con poco spazio per l’improvvisazione”, ha aggiunto, sottolineando come la dimensione spettacolare dei loro show fosse ormai diventata parte integrante dell’esperienza Pink Floyd.

Con il passare del tempo, i concerti della band si spostarono dai club e dai teatri agli stadi, un salto che cambiò per sempre il rapporto con il pubblico. Mason ha ricordato anche come Roger Waters, in particolare, avesse iniziato a soffrire quella distanza crescente: “Quando suoni in uno stadio, le prime dieci file ti seguono davvero, ma più indietro c’è gente che beve, si droga o gioca a frisbee. Non è più la stessa cosa”.

“La prima volta che siamo andati in tour per più di un anno è stato quando Roger se n’è andato”, ha precisato Mason, facendo quindi riferimento ai tour relativi al periodo di A Momentary Lapse of Reason (di cui potete leggere la nostra recensione) e a quelli successivi.

La recensione approfondita di Wish You Were Here su SA è firmata da Andrea Soncini, che ha curato anche la monografia dedicata alla band. In archivio trovate anche altre recensioni della discografia dei Pink Floyd. Qualche giorno fa, invece, si è spento Adrian Maben, regista dello storico docu-film Pink Floyd: Live at Pompeii.

Tracklist
  • 1 Welcome To The Machine
  • 2 Have A Cigar
  • 3 Wish You Were Here
Pink Floyd
Wish You Were Here

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