Magari non è stato il modo migliore di metterla giù – come annuire quando Howard Stern ha affermato che gli uni erano migliori degli altri, non elegantissimo – ma il senso alla base del discorso è condivisibile.
In una recente intervista concessa al New Yorker, Paul McCartney ha definito i Rolling Stones «una sorta di blues cover band» per fare una comparazione con il più ampio spettro di influenze e linguaggi musicali dai quali i Bealtes hanno attinto per comporre la propria musica. «La radice è quella del blues», si spiega meglio Macca, «nel senso che quando compongono hanno in mente quella», i Beatles di converso erano più eterodossi. Pacifico. Ma che per questo fossero migliori, è tutto un altro paio di maniche. «Amo gli Stones ma sono d’accordo con te, i Beatles erano migliori», ribadisce a Stern il bassista, tornando ad affermare un concetto già espresso in passato.
Infatti Mick Jagger aveva già risposto al collega su similari commenti espressi sulla sua band. «Non c’è assolutamente nessuna competizione tra le due formazioni», scherzava il frontman con Zane Lowe nel 2020, replicando con sagacia: «la prima è incredibilmente fortunata a suonare ancora negli stadi, la seconda non esiste più».
In questo periodo ci sono più motivi per parlare di entrambi gli storici gruppi: sta uscendo una nuova edizione di Let It Be e una mini serie – The Beatles: Get Back – sulle lavorazioni di quell’album; inoltre arriverà nei cinema The Beatles In India, il film sul famoso viaggio in oriente del Fab Four. Proprio per tutti questi appuntamenti, e la recente messa in onda su Disney+ di McCartney 3,2,1, Paul sta concedendo interviste in questo momento. E giusto ieri vi riportavamo le sue nuove/vecchie affermazioni riguardo allo scioglimento dei Bealtes.
Parlando degli Stones, la band, attualmente in tour con il nuovo batterista Steve Jordan, pubblicherà il 22 ottobre la nuova edizione di Tattoo You dalla quale sono già stati estratti alcuni inediti.