Paolo Nutini
Paolo Nutini, Pistoia Blues Festival 2022, foto di Patrizio Buralli

Paolo Nutini. “Last Night in the Bittersweet” è un album «sull’amarsi un po’ di più»

Il cantautore italo-scozzese, racconta l'ispirazione dietro l'ultimo disco e il suo rapporto con la fama

Un album sulla ricerca di sé stessi, sull’amarsi e sull’accettarsi: così Paolo Nutini descrive Last Night in the Bittersweet, il quarto disco pubblicato a otto anni dal predecessore Caustic Love.

Come ha raccontato durante un’intervista ad Apple Music, il filo conduttore dell’album è una ricerca consapevole della felicità, il mettersi davanti allo specchio e guardarsi dentro, per davvero. E, perché no, diventare una persona migliore: «Amarsi, piacersi un po’ di più. Amare ciò che si fa e come si fa, amare il contributo che dai in termini di emozioni, come persona». Densità di suono, sperimentazione, audacia: Last Night in the Bittersweet mette insieme gli aspetti sentimentali e quelli colti e li fa dialogare in un sound che viene fuori più maturo, dark, blues nel senso etimologico di malinconico.

Intanto Paolo Nutini è atteso il 30 settembre al Fabrique di Milano per l’ultimo live italiano. Era da tempo che il cantante italo-scozzese non andava in tour:

Scrivere canzoni è essenziale per me, su questo non c’è dubbio. Il problema, credo, è l’esposizione mediatica. Fare interviste, fare foto e tutte quelle cose che hanno cominciato a darmi fastidio. Se non vuoi essere al 100% in una situazione o su un palco, allora non dovresti chiedere alla gente di venire a vederti perché richiede loro tempo, sforzo e soldi. Se non vuoi fare una cosa con convinzione e passione, allora non devi farla.
Paolo Nutini, intervista con Apple Music

Il viaggio, del resto, ha un ruolo importante nel processo di scrittura del cantautore.

A volte l’ispirazione mi è arrivata sotto forma di una canzone già fatta e finita. Se senti che è perfetta così, allora è fantastico. Che continui così, ho sperimentato molte diverse. Un sacco di culture diverse, un sacco di persone diverse. Stavo costruendo relazioni a breve e a lungo termine con persone che sentivano che c’era un significato e uno scopo in tutto questo. […] Credo sia stata questa la cosa del lockdown: ogni volta che dovevo fare una ricerca, dovevo farla entro i confini della mia casa e, mio Dio, era tutto lì. Non c’era nessun posto dove poterlo fare, e con questo c’erano molte meno interazioni e distrazioni e credo che ciò mi abbia fatto capire alcune cose. La musica che avete ascoltato in questo disco fa parte di quel viaggio. C’è roba che ascolterete in futuro che faceva parte di quel viaggio
Paolo Nutini, intervista con Apple Music

Su SA la recensione di Last Night in the Bittersweet è di Nino Ciglio.

Tracklist

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