A sette anni dall’ultima volta Paolo Nutini torna in Italia per una fitta serie di appuntamenti estivi inaugurati da una riuscita doppietta di concerti all’Anfiteatro del Vittoriale e all’interno della cornice di Pistoia Blues, dove ad assistere al live erano ben in 7.000.
Il cantante italo scozzese non è più lo stesso di These Streets – il debut del 2006 – e anzi, nell’ultimo album sperimenta un bel po’ di soluzioni inedite rispetto al canzoniere che conosciamo, ma non c’è stile o arrangiamento che la band di sei elementi che lo accompagna non possa amalgamare al resto della produzione con gusto e sentimento, a partire da quella Last Request dove tutto è iniziato.

Caratteristiche che ben si confanno ai ben nove i brani estratti da Last Night In The Bittersweet, che di canzoni ne conta sedici. Nessun riempitivo, o calo di tensione anche sottolineato dal fatto che onstage le distrazioni per l’occhio sono pochissime: l’allestimento è minimale, i visual superflui a dir il vero, la musica con i suoi protagonisti vuole e ottiene il centro della scena.
Il resto spazia tra i precedenti tre lavori con equilibrio, calore e (al solito) generose nervature black, restituendo al pubblico un live variegato ma compatto, quasi due ore di concerto per 19 esecuzioni complessive, compresa quella cover di Fred Buscaglione (Guarda che luna) a chiudere due scalette sostanzialmente identiche e che con tutta probabilità ritroveremo nei live a seguire, ovvero Roma (19 luglio), Bologna (20 luglio), Servigliano (22 luglio), Trani (23 luglio), Caserta (25 luglio), Taormina (27 luglio) e infine Milano per l’appuntamento di settembre al Fabrique (30 settembre).

Paolo Nutini, vestito e pettinato come Gary Valentine, il protagonista di Licorice Pizza, l’ultimo film di Paul Thomas Anderson, per il pubblico italiano è un piccolo grande eroe. E in particolare con quello di Pistoia il legame è ancor più stretto e overwhelming, come direbbe lui. «Barga loves you Paolo», recita un grosso striscione tra il pubblico. Barga è il paesino in provincia di Lucca in cui è nato il padre del musicista, palpabilmente emozionato quando sale sul palco non solo di Piazza Duomo ma anche su quello del suggestivo Anfiteatro degli Italiani che guarda sul Garda.
Il film di Anderson ci torna utile anche per dire degli anni ’70, periodo a cui il «bischero son»(e son le parole della madre che a un certo punto lui stesso cita) sembra attingere da sempre, senza rimanerne prigioniero. Così come le impacciate mosse di danza che improvvisa sul palco suggeriscono una delle inedite sfaccettature di un volto sicuramente meno ombroso rispetto al passato.

Scaletta
- Afterneath
- Lose It
- Scream (Funk My Life Up)
- Acid Eyes
- Stranded Words (Interlude)
- Radio
- Dream a Little Dream of Me
(Ozzie Nelson and His Orchestra cover) - Last Request
- Coming Up Easy
- Cherry Blossom
- Petrified in Love
- Jenny Don’t Be Hasty / New Shoes
- Pencil Full of Lead
- Candy
- Everywhere

Bis
- Through the Echoes
- Iron Sky
- Shine a Light
Bis 2
- Guarda che luna (Fred Buscaglione cover)
Su SA la recensione di Last Night In The Bittersweet è di Nino Ciglio. Foto Gallery di Patrizio Buralli.