Morrissey & Johnny Marr degli Smiths
Morrissey & Johnny Marr degli Smiths negli anni '80

Morrissey scrive a Johnny Marr una lunga lettera: “Smettila di menzionarmi nelle tue interviste”

Moz ha colto le recenti dichiarazioni che il chitarrista ha rilasciato a Uncut per togliersi un sassolino dalla scarpa

È la settimana della polemica tra musicisti. Dopo quella tra Damon Albarn e Taylor Swift, ne arriva una nuova e alquanto inaspettata. Johnny Marr sta concedendo una serie di proverbiali interviste in supporto a Fever Dreams Pt 1-4, un nuovo progetto discografico di cui sono già stati pubblicati un paio di EP. Inevitabilmente, al chitarrista vengono fatte domande sugli Smiths e puntualmente lui risponde con garbo e franchezza. L’ultima di queste, concessa a Uncut, non è andata giù all’ex compagno di band Morrissey, o meglio questi deve aver colto al volo il recente scambio con la storica testata britannica per togliersi un sassolino che a lungo gli era rimasto nella scarpa.

L’intervista specifica in cui Marr descrive il rapporto tra i due come «persone molto differenti» non viene mai menzionata dal cantante nella lettera pubblicata sul proprio sito ufficiale, ma comunque fa capire, tra le righe, di averla letta. In sostanza, la richiesta è di «smetterla di usare il suo nome per fare clickbait» e, in generale, di smetterla proprio di menzionarlo nelle interviste perché è «il 2022, non il 1982».

Questa non è una filippica ma una calma ed educata richiesta: potresti smetterla di menzionare il mio nome nelle interviste che fai? Perché non parli della tua carriera invece, delle tue incredibili conquiste come artista solista? Puoi per favore lasciarmi fuori? Il fatto è che tu non mi conosci. Non sai nulla della mia vita, né delle mie intenzioni, dei miei pensieri, dei miei sentimenti. Eppure parli di me come se fossi il mio psichiatra, come se avessi costante accesso ai miei istinti. Sono 35 anni che non ci conosciamo, molte vite fa. Quando ci siamo incontrati, io e te, non eravamo famosi. Ci siamo aiutati l’un l’altro a diventare ciò che siamo oggi. Perché non lasci che le cose stiano in quel modo? Perché invece persisti, anno dopo anno, decennio dopo decennio, nell’incolparmi di ogni cosa, dallo tsunami delle Isole Salomone del 2007 alla bava sul mento di tua nonna?

Ti ho ispirato abbastanza da fare musica con me per 6 anni. Se, come dici, ero quest’orribile mostro, cosa ti avrebbe fatto lui? Rapito? Incatenato? Sequestrato da alieni strabici? Sei stato ta a suonare la chitarra in Golden Lights, non io. Certo, sappiamo entrambi che la stampa britannica pubblicherà sempre tutto ciò che dici sul mio conto, finché saranno cose crudeli e brutali. Ma lo hai già fatto, ora vai avanti. È come se non potessi nemmeno disincrociare le gambe senza menzionarmi. Il nostro tempo è stato molte vite fa, e ne è passata di acqua sotto i ponti da allora! È arrivato il momento di assumerti la responsabilità delle tue azioni e della tua carriera, che ti auguro di goderti in buona salute. Basta che la smetti di usare il mio nome per fare del click-bait. Non ho mai attaccato il tuo lavoro da solista o la tua vita, e ho pubblicamente applaudito al tuo genio durante i giorni di Louder than bombs e Strangeways, here we come, eppure, puntuale come una rata da pagare, sei sempre stato pronto ogni qualvolta la stampa richiedeva un punto di vista malevolo sulle mezze parole che ho detto dall’ultima era glaciale, da quando il fiume Colorado iniziava a modellare il Grand Canyon. Smettila, per favore. È il 2022, non il 1982.

[UPDATE Marr ha risposto via Twitter a Morrissey; e se volete sapere perché proprio Golden Lights abbiamo dedicato un articolo a questo dettaglio]

Come sappiamo anche da dichiarazioni rilasciate in tempi relativamente recenti, Morrissey ha affermato a chiare lettere che non potrà mai esserci una reunion degli Smiths. E questo nonostante qualche fallimentare tentativo a riguardo. Toccherà accontentarsi delle cover che Rick Astley e i Blossoms suoneranno dal vivo nel prossimo tour. Sempre se ci sarà.

L’ultimo album di Morrissey, I Am Not a Dog on a Chain, risale al 2020 e si tratta del tredicesimo lavoro discografico della carriera pluridecennale dell’artista. Su SA potete leggere la recensione del disco. Il prossimo progetto del frontman era già pronto per essere pubblicato lo scorso anno: si intitola Bonfire Of Teenagers, ma non ha ancora una data d’uscita definita (anzi a dire il vero era stato messo all’asta dal musicista lo scorso maggio).

Su queste pagine trovate infine un approfondito monografico sugli Smiths scritto da Nino Ciglio, ma anche la recensione classic di The Queen Is Dead.

Tracklist

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