Solitamente Morrissey fa notizia per le sue esternazioni senza peli sulla lingua. Nel recente passato ha scritto un post sul proprio sito ufficiale per denunciare un’azione di cancel culture nei suoi confronti. In precedenza, aveva attaccato Capitol Records accusandola di voler distruggere la sua carriera. Lo scorso anno si era scagliato contro chi tributava la prematura scomparsa di Sinéad O’Connor senza aver elogiato l’artista in vita e così via.
In queste ore l’ex Smiths è invece salito agli onori della cronaca per motivi di salute. Il suo team comunica che la cancellazione dei due concerti californiani volti a celebrare il ventennale dell’album You Are The Quarry inizialmente attribuita a generiche “circostanze impreviste” è invece da imputare allo “sfinimento fisico” del cantante – ora a Zurigo – a cui è stato consigliato di prendersi due settimane di pausa dall’attività live.
Saltano dunque i concerti sudamericani previsti dal tour che sarebbe dovuto partire il 3 febbraio da Mexico City.
Discograficamente parlando il frontman ha archiviato l’album Bonfire Of Teenagers di cui aveva suonato alcuni estratti dal vivo nello scorso tour tra cui I Am Veronica. A quel progetto è subentrato Without Music the World Dies, dato in uscita lo scorso anno e di cui non si hanno avuto più avuto notizie.
Morrissey è di fatto senza un’etichetta discografica da I Am Not A Dog on a Chain, l’album che ha concluso il contratto con BMG. È probabile che stia mirando a rimanere in ambito major per pubblicare nuova musica.
Su SA trovate numerose recensioni della sua discografia ma anche un paio di monografici dedicati a Smiths (A Mystical Time Zone) e Morrissey (Has the world changed or have I changed?), entrambi scritti da Nino Ciglio,
