In un post pubblicato sul suo sito ufficiale, Morrissey dice la sua su quanti in queste ore stanno tributando la prematura scomparsa di Sinéad O’Connor. Paragonando le sue vicissitudini, soprattutto discografiche, alle sue, l’ex Smiths traccia un breve ritratto della cantante accusando di ipocrisia coloro che ne stanno tessendo le lodi oggi quando non può più giovarsene.
“Non avete avuto il coraggio di supportarla quando era in vita e lo fate ora”, scrive additando l’industria discografica e i media. “Troppo comodo farlo adesso soltanto perché TROPPO tardi”.
Aveva tanto di sé da dare. È stata scaricata dalla sua etichetta discografica dopo che le aveva permesso di vendere 7 milioni di dischi. Impazzì, certo, ma non hai mai smesso di essere interessante. Neppure ha mai fatto qualcosa di sbagliato. Possedeva una fiera vulnerabilità …e c’è una fetta dell’industria discografica che non sopporta questi artisti non conformi (conosco bene questa storia), e non ne tesse le lodi se non dopo la morte, quando non possono più rispondere
Morrissey
Per Moz, O’Connor è inoltre l’ultima vittima di un tragico destino che l’accomuna ad altre grandi artiste: Judy Garland, Whitney Houston, Amy Winehouse, Marilyn Monroe e Billie Holiday.
Non era una persona che potevi definire univocamente. Aveva il coraggio di parlare in situazioni in cui tutti se ne sono stati tranquillamente in silenzio. È stata perseguitata per esser stata sé stessa. I suoi occhi si sono finalmente chiusi alla ricerca di un’anima che può ora reclamare come sua
Morrissey
Sinéad O’Connor è morta all’età di 56 anni per case ignote. A diffondere per primo la notizia è stato l’Irish Times che ha riportato come fonte un comunicato della famiglia della cantante.