Robert Del Naja dei Massive Attack al Medimex 2025
Robert Del Naja dei Massive Attack al Medimex 2025

Massive Attack al Medimex: “Forse tutte le teorie sulla cospirazione sono una cospirazione”

A Taranto il collettivo di Bristol trasforma il live in un manifesto politico radicale tra Gaza, Avicii e la voce ultraterrena di Liz Fraser

Più che un semplice live, quello dei Massive Attack al Medimex 2025 di Taranto è stato un atto politico totale. Un’esperienza immersiva e disturbante, in cui suoni, immagini e silenzi si sono fusi in una denuncia radicale del nostro presente: Gaza devastata dai bombardamenti, la Palestina evocata sul maxischermo e accolta dal pubblico con bandiere e cori, l’attacco frontale ai leader occidentali e alla distorsione dell’informazione, i temi della crisi climatica, dell’avidità finanziaria, della sorveglianza digitale. Il collettivo di Bristol ha riportato il concerto al suo potenziale sovversivo e trasformativo, restituendogli senso e urgenza. Sul palco Robert Del Naja e Grant “Daddy G” Marshall, insieme alle voci di Horace Andy, Deborah Miller ed Elizabeth Fraser, hanno parlato poco ma detto tutto. La musica ha fatto il resto, sostenuta da visual potenti e curatissimi, che hanno reso ogni brano una sequenza emotiva e politica.

Massive Attack
I visual con la bandiera palestinese dei Massive Attack al Medimex 2025

L’apertura e la chiusura con In My Mind di Gigi D’Agostino (prima in forma meditabonda, poi come reprise postuma e decomposta) hanno subito spiazzato: non una provocazione ironica, ma un gesto di risignificazione, collocato all’interno di una narrazione più ampia sul disorientamento contemporaneo. Poi il viaggio vero e proprio: Risingson e Girl I Love You hanno tracciato i primi solchi, cupi e ossessivi, con Horace Andy che ha illuminato l’ombra con la sua voce fragile e profonda. Black Milk ha riaperto le ferite di Mezzanine, Take It There e Future Proof hanno affondato nella materia più astratta e dilatata del repertorio, mentre Song to the Siren (nella versione già cara a This Mortal Coil) ha cristallizzato un momento di struggente bellezza, grazie alla Fraser, unica presenza davvero ultraterrena della serata.

Grant “Daddy G” Marshall dei Massive Attack al Medimex 2025
Grant “Daddy G” Marshall dei Massive Attack al Medimex 2025

Inertia Creeps ha riportato tensione e vertigine, Rockwrok degli Ultravox ha sparigliato le coordinate con il suo affondo proto-punk, prima del ritorno ai titoli che hanno reso immortali i Massive Attack: Angel, Safe From Harm, Unfinished Sympathy. Monumenti sonori carichi di significato anche fuori dal tempo storico in cui nacquero, qui amplificati dalla regia visiva e dal contesto geopolitico in fiamme. Levels di Avicii, inserita in scaletta poco dopo, è l’ennesimo un cortocircuito voluto: un brano simbolo dell’edonismo EDM trasformato in simbolo di una cultura che consuma e si consuma (oltre a consumare il suo stesso autore). Teardrop, attesissima, ha confermato il carico emotivo della Fraser, mentre Group Four ha condensato tutta la tensione accumulata in una catarsi elettrica, disturbante, definitiva. Il ritorno finale a In My Mind ha chiuso il cerchio con glaciale coerenza.

Elizabeth Fraser con i Massive Attack al Medimex 2025
Elizabeth Fraser con i Massive Attack al Medimex 2025

Pensare che tutto questo sia avvenuto a poche ore dagli attacchi americani ai siti nucleari iraniani aggiunge un ulteriore strato di grottesca ironia. Ma forse non c’è niente di ironico in un mondo che precipita e in una band che da trent’anni ne racconta i margini con lucidità visionaria. Non sorprende, allora, che alla band sia stato consegnato il Premio Ernesto Assante 2025: una chitarra acustica Cigar Book Guitar costruita con materiali di recupero, simbolo di sostenibilità, artigianato e memoria. Una metafora perfetta per quello che i Massive Attack continuano a essere: artisti radicali, archivisti del presente, attivisti del suono. E questo concerto al Medimex resterà, a pieno titolo, tra le vette assolute del festival tarantino.

Tracklist

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