La nuova autobiografia di Mark Lanegan, Sing Backwards and Weep, sta facendo parlare molto e in particolar modo sta attirando sul suo autore un sacco di critiche. Dopo le parole al vetriolo dell’ex Oasis Liam Gallagher la scorsa settimana, ora le bordate arrivano da uno dei suoi ex compagni di band negli Screaming Trees, il chitarrista Gary Lee Conner.
In un post su Facebook riportato dal magazine Spin, il musicista ha prima affermato che nonostante i componenti la band non fossero certo «amici e a volte sembrava quasi che fossero nemici», c’era tra loro un’alchimia musicale impossibile da negare. «Mark – ha raccontato – ci ha aiutato a portare le canzoni che scrivevamo io e Van (Conner, il bassista, ndSA) a più alti livelli ».
Ma è il racconto di quei tempi fatto da Lanegan a non essere piaciuto a Lee Conner: «Ho letto solo qualche pagina (non ce la faccio proprio ad andare avanti) e se è vero che molti dei fatti sono raccontati in maniera accurata, devo anche dire che ho trovato il libro così pieno di veleno da essere sconcertante». «Con Mark abbiamo affrontato i nostri problemi molto tempo fa – ha aggiunto l’artista – e ritrovarmeli adesso, dopo una vita, condivisi in pubblico, mi è sembrato volgare e meschino. In 18 anni, io e Mark abbiamo parlato solo una volta al telefono e la chiacchierata fu molto cordiale. Ma ogni possibile rapporto tra me e lui si è interrotto con la fine della band nel 2000». Ad ogni modo – ha concluso Lee Conner – «continuerò a celebrare la musica che ho fatto negli ST per il resto della mia vita».
Ricordiamo che Mark Lanegan ha appena pubblicato Straight Songs Of Sorrow, il suo nuovo album d’inediti che è stato recensito su SA da Tommaso Iannini.
