Manuel Agnelli
Manuel Agnelli al Carroponte di Sesto San Giovanni, foto di Anrdrea Leone (2022)

Manuel Agnelli torna sui Måneskin con una nota critica (e criptica)

La band pare mossa da “motivazioni magiche” ma per il frontman servono progetti fatti bene

In questi giorni Manuel Agnelli è stato protagonista di una tavola rotonda a cui era presente un buon numero di giornalisti del Paese, tra cui anche il nostro Tommaso Iannini. La ragione è di dominio pubblico: esce oggi Ama il prossimo tuo come te stesso, debut album del frontman degli Afterhours anticipato da tre validi singoli, tra cui La profondità degli abissi, parte della colonna sonora di Diabolik.

Lasciando l’approfondimento sull’album a un articolo dedicato, e a un post il resoconto completo sull’intervista, stanno già facendo parlare di sé le prime affermazioni critiche del cantante a proposito dei Måneskin. Agnelli, coach della band a X Factor, ha sponsorizzato i quattro ad ogni occasione buona finora. Non solo, è salito sul loro palco in più di un’occasione (a Sanremo e all’Arena di Verona per la cover duetto di Amandoti dei CCCP) e a chi, come Diego Bianchi, provocava con battute tipo «Sto problema come lo risolviamo?», lui rispondeva placido «…Fatevene una ragione». È capitato anche che Agnelli ne indirizzasse l’attitudine (mainstream): era agli Aerosmith che bisognava accostarli come progetto di carriera e non ai Sonic Youth.

Per Agnelli è tutta una questione di mettere le cose in prospettiva: prima che Beatles e David Bowie diventassero le realtà che tutti conosciamo – sottolineava qualche tempo fa – è stata necessaria un’evoluzione e/o una o più rivoluzioni. I Fab Four nascono come Boy Band, il Duca Bianco come mod ecc. ecc. Pensieri anche condivisibili che trovano alla tavola rotonda di cui sopra una nota critica – e anche un po’ criptica – proprio riguardo alla progettualità dei Måneskin. «Funzionano per motivazioni magiche e non per dei progetti fatti bene», afferma l’ex giudice che aggiunge: «Capisco che dei ragazzi così giovani vengano tirati per la giacchetta, e magari non se ne rendono conto ma avrebbero bisogno di qualcuno attorno che si prenda delle responsabilità».

Non è dato sapere se quel “qualcuno” sia Fabrizio Ferraguzzo, manager della band, e capo di Exit Music, ma il discorso di fondo è chiaro: la scelta di affidarsi a Max Martin per Supermodel pare più una mossa nella direzione del brand che non in quella di un progetto artistico che pianifica ogni uscita secondo una precisa regia. Chissà se Agnelli ha già potuto ascoltare il nuovo singolo del quartetto di imminente pubblicazione, The Loneliest. Sta di fatto che lui stesso non troppo tempo fa parlava di ragazzi «con i piedi per terra» che avevano tutto il diritto di godersi il momento del loro fulminante successo globale.

Per completezza riportiamo il momento dello scambio con un giornalista che, richiamando il commento alle elezioni di Damiano David – «Oggi è un giorno molto triste per il nostro paese» –  domanda a Manuel: «Ti aspettavi questa sua uscita dopo le elezioni? È un caso isolato il suo nella musica italiana o ce ne sono altri… magari tu?». Dapprima, non conoscendo le dichiarazioni a cui si fa riferimento, Agnelli risponde: «Non so molto per cui non mi voglio sbilanciare dicendo cretinate, vorrei sentire i protagonisti per capire meglio cosa sta succedendo… Credo che i Maneskin funzionino e abbiano funzionato finora per delle motivazioni abbastanza magiche e non per dei progetti fatti bene, e quindi vedo con grandissimo pericolo ogni cambiamento che viene fatto a qualcosa di magico. Capisco che dei ragazzi così giovani abbiano un sacco di gente che li tira per la giacchetta e… questa cosa secondo me non poteva dipendere da loro perché sono troppo giovani per rendersene conto. Ho sempre pensato che intorno a loro dovesse esserci qualcuno che si prendeva delle responsabilità, per loro. Forse non basta, ma non so molto di più e non voglio addentrarmi molto di più in questo discorso, ci sarà tempo per parlare di queste cose, sicuramente…»

Poi, quando gli si riportano le parole esatte di Damiano, precisa, ma facendo un discorso personale e generale senza più citare la band romana: «Le cose sono abbastanza chiare per tutti, poi adesso viene chiesta una presa di posizione che secondo me è abbastanza forzata… Lo dico subito a scanso di equivoci, sono di sinistra e lo sono sempre stato. Penso che quello che sta succedendo sia una grande occasione, per tornare ad avere un minimo di contenuti, e per tornare ad avere un minimo di senso».

Tracklist

Ti potrebbe interessare