Il collaudato show dei Måneskin, visto in diretta grazie al broadcast del Coachella, è arrivato in Italia dopo appunto i “fasti americani” di questi mesi. Il live set chiaramente è stato esteso, da quello ridotto di Indio si passa al full, dalle nove canzoni lì proposte si è arrivati alle 20 dell’Arena di Verona. Eseguite tutte le cover già suonate sul palco californiano, ovvero Womanizer di Britney Spears, I Wanna Be Your Dog degli Stooges (sempre suonata in coppia con I Wanna Be Your Slave) e – il loro passaporto per il mondo – Beggin’.
A quelle è stata aggiunta Amandoti, suonata con Manuel Agnelli, proprio come quella volta a Sanremo 2021. Parliamo della cover dei CCCP contenuta nell’album Epica Etica Etnica Pathos che qualche sopracciglio all’epoca lo aveva fatto alzare. Perplessità che ribadiamo anche in quest’occasione.
Proprio come è accaduto a Indio, Damiano ha aperto la parentesi politica del set pronunciando il discorso di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore e mostrando la bandiera ucraina in particolare durante l’esecuzione di Gasoline, l’inedito recentemente composto per la campagna promossa da Global Citizen.
Il concerto all’Arena di Verona era sold out già da parecchi mesi. Si parla di 12.000 biglietti staccati per altrettante presenze sugli spalti della prestigiosa location. La band è ormai padrona del palco sia da un punto di vista scenografico che d’esecuzione. Tra sing along e inevitabile effetto karaoke, i quattro hanno macinato cliché rock (e qualche ballad dall’innesco emozionale) con attitudine pop e amplificazione da stadio. E lo hanno fatto con grande prosopopea glam (o crossover, se vogliamo allargarci ai 90s), o anche solo (outfit) pop (e pensiamo a Harry Styles).
Agnelli lo diceva tempo fa, i paragoni non vanno certo fatti con i Sonic Youth ma con gli Aerosmith, o anche con gli Stones, aggiungiamo, per i quali i Måneskin hanno aperto un concerto a Las Vegas (Keith Richards non sapeva nulla), o con Lenny Kravitz. Non stiamo paragonando, bensì accostando proposte dalla storia differente eppure accomunate dal medesimo obbiettivo: fare l’elettroshock al cadavere del rock. Riportarlo in vita per lo spazio di uno show, in questo caso nella più storica delle cornici italiane adibite ai grandi eventi (e ai passati Festivalbar nazional popolari). Nello specifico, con 400 luci puntate su un pubblico che risponde con 12.000 display cellulari, con la pedana al centro del palco con la “M” di Måneskin, tutta per l’outfit Gucci di Damiano.
Setlist
- Zitti e buoni
- In nome del padre
- Mammamia
- Chosen
- Womanizer (Britney Spears)
- Coraline
- La paura del buio
- Beggin’
- For Your Love
- Close to the Top
- Amandoti con Manuel Agnelli
- Gasoline
- Torna a casa (acustica)
- Vent’anni (acustica)
- Intro basso e batteria
- I Wanna Be Your Dog (Stooges cover)
- I Wanna Be Your Slave
- Touch Me
- Lividi sui gomiti
Bis
- Intro chitarra
- Le parole lontane
- I Wanna Be Your Slave
Il tour
La band ha nel frattempo aggiornato il Loud Kids Tour, 48 concerti che si svolgeranno tra il Nord America e l’Europa tra il 31 ottobre 2022 e il 19 maggio 2023. Riprogrammati dunque i concerti italiani ed europei. In Italia il tour si sposta nei Palasport. Programmati, inoltre, altri live tra Stati Uniti, Belgio, Barcellona, ma anche Spagna, Danimarca, Austria, Lettonia ed Estonia.
