Dopo ben tre brani presenti contemporaneamente nell’Official Singles Chart inglese, il primo posto nella Hot Hard Rock Songs di Billboard, oltre ai più che buoni piazzamenti anche nelle classifiche Hot Rock & Alternative Songs (venticinquesimo posto) e Global Excl. U.S. (decima posizione), i Måneskin continuano a battere record.
La band romana è infatti la seconda più ascoltata al mondo su Spotify con la sua versione di Beggin’, singolo pubblicato dai Four Season nel febbraio 1967, piazzandosi a un palmo dalla popstar Olivia Rodrigo. Nella classifica giornaliera Spotify Global Chart, inoltre, il brano ha totalizzato, e nella sola giornata di ieri 27 giugno, la bellezza di 5,596,903 ascolti, sorpassando rapper quali Lil Nas X, Bad Bunny e Doja Cat, nonché calibri di assoluto successo come Dua Lipa e Ed Sheeran.
Nella sopracitata classifica, in cui già i Måneskin avevano ottenuto buoni risultati subito dopo il trionfo all’Eurovision Song Contest con Zittie e Buoni, sono ben posizionati anche con un secondo brano, ovvero il singolo I Wanna Be Your Slave, che si trova precisamente al nono posto e con quasi tre milioni e mezzo di stream.
Di seguito la performance del brano eseguito dal quartetto durante la partecipazione a X Factor Italia e la versione originale di Frankie Valli & The Four Season.
La band inoltre, in una recente apparizione sulla tv pubblica della Polonia, ha espresso pubblicamente il suo sostegno alla comunità LGBTI+, nel mese del Pride e contro le legislazioni discriminatorie recentemente approvate dall’Ungheria. Durante lo show, Damiano David e il chitarrista Thomas Raggi si sono baciati a favore delle telecamere e subito dopo il frontman si è rivolto a pubblico e telespettatori molto esplicitamente.
Pensiamo che a tutti dovrebbe essere permesso di farlo senza alcun timore. Pensiamo che tutti dovrebbero essere completamente liberi di essere chi cazzo vogliono. Grazie Polonia. L’amore non è mai sbagliato
Damiano David
https://twitter.com/thisismaneskin/status/1408884987760365572
Su SA potete leggere la critica di Stefano Solventi sull’esordio del quartetto, Teatro d’Ira vol.1. La band oramai in vetta alle classifiche di oltre trenta paesi al mondo è praticamente in procinto di diventare un vero e proprio brand che punta a ritagliarsi una sua fetta di mercato.
