Dopo aver emozionato con l’inedito Brividi, Mahmood e Blanco portano all’Ariston Il cielo in una stanza. I due favoriti per la vittoria decidono di confrontarsi con il capolavoro scritto da Gino Paoli, ma portato al successo inizialmente da Mina. Com’è noto, il brano, scritto da Paoli ad appena 25 anni, è la storia dell’incontro dell’autore con una prostituta di Genova e rappresenta un classico della musica leggera italiana.
Il tandem Mahmood–Blanco conferma una speciale affinità elettiva. Anche alle prese con la rielaborazione di un brano del 1960, i due mostrano consapevolezza e familiarità con le onde emotive della canzone d’autore. Con una piccola gag alle spalle di Amadeus e poi seduti sui gradini dell’Ariston, i due artisti sono sembrati a proprio agio. Il copione è simile a quello di Brividi: occhi fissi l’uno nell’altro, tasso emotivo alle stelle ed enorme rispetto nei confronti del brano originale. A differenza de La Rappresentante di Lista con Be My Baby, per esempio, qui la cover è eseguita in maniera pedissequa. L’unica differenza, semmai, la dà il tocco di voce di Mahmood, con quelle tinte nordafricane che lo rendono riconoscibile.
È interessante vedere artisti giovani risultare così “tradizionali”. Non ci si aspetterebbe altro di fronte a un gioiello della musica come questo, capace di descrivere amori ed emozioni attraverso i decenni. Mahmood e Blanco aggiungono un altro tassello a una vittoria che si fa sempre più probabile, poiché riescono a coinvolgere sia le nuove generazioni sia gli amanti della musica più tradizionale.
Nell’archivio è possibile leggere le nostre recensioni di Ghettolimpo di Mahmood e di Blu celeste di Blanco, oltre che guardare il nuovissimo video di Brividi diretto da Attilio Cusani.
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Mahmood e Blanco regalano sempre grandi emozioni#Sanremo2022 pic.twitter.com/EGvK75gbDR
— The JackaL (@_the_jackal) February 4, 2022