M.I.A. ha presentato a Infowars, famigerato podcast di Alex Jones da anni teatro di disinformazione e teorie del complotto, una nuova linea d’abbigliamento che promette di deflettere il 99,99% dei segnali radio provenienti dalle attuali tecnologie garantendo così una “completa protezione” per chi la indossa.
Ohmni, questo il nome dell’azienda losangelina, propone cappelli da pescatore (100 dollari), giacche a vento (200 dollari), boxer (50 dollari) e altri capi d’abbigliamento in tessuto Faraday contenenti rame e nickel. Tutto il necessario, garantisce il brand, per combattere, come “moderni cavalieri”, l’invisibile guerra tecnologica in atto nell’etere. «Potresti pensare che il campo di combattimento sia lontano da dove sei, ma nel 2024 anche casa tua è un terreno di scontro digitale», scrive il brand in una nota.
M.I.A. non è nuova a visioni complottiste. Nel 2020, in tempi di pandemia, aveva abbracciato alcune teorie no-vax scagliandosi apertamente sul suo profilo Twitter contro i vaccini obbligatori negli Stati Uniti dove allora risiedeva. In un Tweet, ancora presente sul suo profilo, invitava la gente a non farsi prendere dal panico, a respirare e a non “gravare sul sistema sanitario”, “tutti i vaccini che avete già preso – garantiva – sono sufficienti per far fronte alla situazione”.
L’ultimo album di M.I.A., Mata, è uscito nel 2022 assieme alla solita trafila di interviste, dichiarazioni e affermazioni ad effetto (conversione al cristianesimo in primis). Si tratta di una prova che non ne ha sconvolto la discografia ma che ne ha comunque ribadito l’importanza per l’odierno mainstream come Agent Provocateur ancora in grado di far parlare di sé anche solo per la musica.