Parte in versione eterea, vira sempre più verso un clubbing esaltato anche dal citazionismo del reparto costumi, per poi addentrarsi sempre più nei territori di una festa notturna scandita dalla console di Cosmo. La Rappresentante di Lista va in scena a Sanremo con una delle migliori cover della serata, quella di Be My Baby delle Ronettes.
Tra pantaloncini alla Angus Young e giacche in odor di Rockets, il duo più energico in gara all’Ariston conquista con una versione della hit anni Sessanta che li fa rimanere in tutto e per tutto fedeli al loro stile (d’altronde non è la prima volta che ricodificano un celebre brano secondo i canoni del loro repertorio). In più restituiscono – seppur brevemente e con il supporto di Margherita Vicario e Ginevra – quella sensazione da night party che nei vari club (in difficoltà) della penisola manca da ormai troppo tempo (e l’accenno alla situazione della musica dal vivo della band è il massimo concesso a Sanremo quest’anno, pare – visto che il Jova Beach Party avrebbe più importanza).
Insomma, La Rappresentante di Lista continua a osare e confrontarsi con i miti del passato, mettendo in moto la macchina della trasformazione, della trasfigurazione sensoriale e mnemonica: ologrammi che diventano simulacri tridimensionali con cui esaltarsi nonostante la condizione difficile in un contesto ostico e respingente.
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Su queste pagine trovate il commento al brano Ciao Ciao presentato in gara a Sanremo e il suo videoclip ufficiale. In archivio anche la recensione dell’ultimo album, My Mamma.