Ronnie Spector
Ronnie Spector durante l'esibizione di Be my Baby e Shout live al Big T.N.T. Show, 1966 (still Youtube)

Morta all’età di 78 anni Ronnie Spector, leader delle Ronnettes

E' stata la cantante di “Be My Baby” e “Baby, I Love You” e di altri immortali successi degli anni '60

Leader delle Ronnettes, e una tra le prime popstar femminili al mondo, Ronnie Spector è morta all’età di 78 anni dopo aver combattuto una breve battaglia contro il cancro. A dare la triste notizia, la famiglia della cantante che in queste ore ne ha comunicato la dipartita avvenuta ieri, 12 gennaio.

Ronnie ha vissuto la sua vita con il sorriso e una luce a brillarle negli occhi. Aveva coraggio, era combattiva e dotata di grande senso dell’umorismo. È stata circondata di amore e gratitudine per ciò che ha fatto. La sua musica gioiosa, la sua allegria e la sua presenza avevano del magico perciò vivranno per sempre in tutto ciò che conosciamo e abbiamo ascoltato di lei. Al posto dei fiori Ronnie ha richiesto che siano fatte donazioni a case rifugio e all’American Indian College Fund
La famiglia

Con una prima parte della vita costellata dal successo delle Ronnettes e da vicissitudini legate al rapporto con Phil Spector, Veronica Bennett è diventata Ronnie Spector a tutti gli effetti dopo il matrimonio con il produttore del Wall Of Sound, unione durata sette anni di inferno – di cui vi abbiamo già detto su queste pagine – in cui la cantante è stata rinchiusa e privata del controllo sulla propria vita.

Finalmente libera, anche dagli estenuanti processi che sono seguiti il divorzio dall’ex marito (nel 2000 la vittoria processuale più importante che le è valsa 2,6 milioni di dollari, comunque una piccola parte di ciò che le sarebbe spettato), Ronnie Spector, nel frattempo rifattasi una vita anche privata con il proprio manager Jonathan Greenfield (dal quale ha avuto due figli), ha pubblicato un paio di album negli anni ’80, Siren e Unfinished Business, a cui sono seguiti The Last of the Rock Stars (2009) e English Heart (2016).

Saputa della morte di Spector, la cantante ha rilasciato un comunicato in cui ha ricordato gli anni belli con il produttore senza calcare la mano sul mostro che era fuori dallo studio di registrazione. Ciò che conta è la musica che hanno prodotto assieme, quella, disse, “è per sempre”.

 

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In lavorazione, prodotto da New Regency e A24, dovrebbe esserci un biopic sulla sua vita con Zendaya scelta per la sua parte. E proprio come Aretha Franklin appoggiò la candidatura di Jennifer Hudson per il suo biopic, Respect, è stata la stessa Spector nel 2020 a scegliere l’attrice come possibile protagonista del film.

Per quanto riguarda gli anni ’60 di Ronnie Spector, sempre su SA trovate uno speciale di Antonio Puglia dedicato al Wall Of Sound in cui si parla approfonditamente di Be My Baby, il brano con intro di batteria più famoso e omaggiato della storia del pop.

Tracklist

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