Da tempo i fan dei Kyuss attendono un segnale tangibile che possa concretizzare la tanto discussa reunion della leggendaria band stoner rock californiana, scioltasi nel 1997. Le vicende giudiziarie, i dissidi personali e i progetti paralleli hanno per anni congelato ogni possibilità di rivedere insieme Josh Homme, John Garcia, Brant Bjork e Nick Oliveri. Oggi, però, qualcosa sembra finalmente cambiare.
Nel 2020, Josh Homme aveva espresso un’apertura cauta durante un’intervista a FCC Free Radio, in cui ammise che la reunion – pur non essendo mai stata una sua inclinazione – potrebbe rappresentare un modo per “aggiustare questa dannata frattura che ci ha divisi”. Uomo chiave della scena desert rock e mastermind dei Queens of the Stone Age, Homme sottolineava la necessità di rispetto reciproco e parlava di un possibile evento speciale, magari in beneficenza, per chiudere il cerchio senza interessi di natura economica.
Nel 2021 era stato Brant Bjork, ex batterista dei Kyuss, a raccontare di aver provato a mettersi in contatto con Homme su suggerimento di Nick Oliveri, cercando di riannodare i fili per un possibile futuro insieme. Bjork confessava che, nonostante il tentativo, la comunicazione non era andata avanti, ma non escludeva del tutto che Homme potesse rimettere in moto il progetto Kyuss.
Il cambio di passo definitivo arriva in questi giorni, quando Josh Homme in una nuova intervista ha dichiarato che la reunion “è possibile” e che non nutre “sentimenti negativi verso nessuno”. A distanza di anni dal contenzioso legale legato al nome Kyuss Lives! e dalle incomprensioni con gli ex compagni, Homme riconosce che “non ha senso conservare rancori” e che sarebbe bello “mettere le cose a posto”. Queste parole sembrano aprire la porta a un futuro in cui i Kyuss possano tornare insieme, almeno per un evento speciale, restituendo ai fan ciò che da troppo tempo attendono.
Anche Brant Bjork e Nick Oliveri, che negli anni avevano preso strade diverse con il progetto Vista Chino, hanno più volte manifestato rimpianti e rispetto verso l’eredità della band. Le dichiarazioni di Homme, più distese e concilianti, sembrano finalmente restituire speranza.
L’eredità dei Kyuss, definita dallo stesso Homme “una scultura di ghiaccio” fragile e da rispettare, potrebbe dunque trovare la sua definitiva conclusione in un gesto di riappacificazione e di musica condivisa.