Nelle ore seguenti la rielezione di Donald Trump, era stato chiaro. In una infuocata dichiarazione condivisa sui canali social aveva attaccato personalmente il presidente neoeletto definendolo “noto fascista” e “aspirante dittatore”. Un disprezzo mai nascosto che in precedenza aveva esteso a Elon Musk, decidendo di abbandonare Twitter nel momento in cui il CEO di Tesla ne aveva finalizzato l’acquisizione. Ma lo scorso mese, al Roadrunner di Boston, Jack White ha continuato sulla stessa linea trasformando i versi di Corporation in un attacco frontale contro entrambi.
“Io stavo pensando di prendere sussidi statali e fondare la mia compagnia di auto elettriche. Chi è con me? Stavo pensando di non essere eletto, di non aver mai ricoperto una carica pubblica, di non aver mai servito un solo giorno nell’esercito, ma di avere comunque il potere di controllare parti del governo degli Stati Uniti. Chi è con me?” ha cantato.
Poi l’affondo finale: “Sto pensando di non essere vagliato adeguatamente dalla Corte Suprema o dal Congresso, di fare semplicemente quello che mi pare perché qualche fottuto gorilla arancione, gonfio e fallito in ogni business che abbia mai gestito, vuole che sia il suo compagno di golf cart.”
Attualmente White è in Giappone per il suo No Name Tour e tornerà in Nord America ad aprile per altre date. I concerti includono scalette composte da 20 a 25 brani, spaziando tra le canzoni dei White Stripes, dei Raconteurs e dal suo nuovo album solista No Name, recensito da Tony D’Onghia.
Di recente il rocker ha fatto notizia per le sue dichiarazioni contro i recensito: “Il r’n’r è un organismo vivo, non un film della Marvel”, ha dichiarato.