Bill Ward
Bill Ward (2026), via social

Bill Ward (Black Sabbath) sulla sedia a rotelle: “Non sono malato, venite a salutarmi”

Il batterista inglese rompe il silenzio sulla sua salute con un messaggio sui social

78 anni appena compiuti per Bill Ward, che continua a dimostrare quanto lo spirito rock abbia poco a che fare con l’età. Con un post condiviso sui propri canali social, lo storico batterista e fondatore dei Black Sabbath ha infatti recentemente raccontato ai fan di utilizzare sempre più spesso una sedia rotelle, soprattutto per gli spostamenti più lunghi.

La sua scelta nasce dal desiderio, dice, di anticipare eventuali speculazioni e normalizzare una condizione che considera semplicemente parte del naturale scorrere del tempo. Nessun annuncio drammatico quindi, tantomeno ricerca di compassione, ma tanta – incrollabile – tempra umana.

“Mi sto solo facendo dare un passaggio”

Ward – che ha spento 78 candeline lo scorso 5 maggio, traguardo che lui stesso ha ammesso di non immaginare nemmeno di raggiungere – ha spiegato di aver iniziato a usare la sedia a rotelle circa un anno e mezzo fa, inizialmente per potersi muovere con più facilità negli aeroporti e durante i grandi eventi:

Oggi vi comunico, con un po’ di tristezza ma anche con un po’ di sincerità, che sono arrivato al punto in cui ho bisogno di usare sempre più spesso una sedia a rotelle. Sono ancora in grado di camminare, sia chiaro, ma non per lunghi tratti e senza dovermi fermare a riposare.

Chi si aspetta un musicista in procinto di ritirarsi a vita rimarrà deluso: Ward sceglie anche stavolta, per parlare della propria vulnerabilità fisica, di usare il carattere fiero e l’ironia tagliente che lo contraddistinguono.

Voglio solo dirvi che, nel caso in cui mi vediate su una sedia a rotelle, semplicemente mi sto facendo dare un passaggio. Non sono andato in pensione, non sono malato e non mi sto arrendendo. Il mio talento, le mie ambizioni e il mio incrollabile bisogno di creare e suonare la batteria sono forti oggi quanto lo erano anni fa.

Diretto, autoironico e poco incline al vittimismo. Del resto, Ward è sopravvissuto agli eccessi dell’epoca d’oro dell’heavy metal, affrontando negli anni problemi di dipendenza da alcol e droghe senza mai perdere la voglia di fare musica. Anche dietro la batteria, assicura, riesce “ancora piuttosto bene”.

Una riflessione sul rapporto con il pubblico

La decisione di esporsi così pubblicamente e senza filtri nasce però anche da una riflessione più ampia sul rapporto con il proprio pubblico. “I segreti che nascondiamo possono essere pericolosi per la nostra salute. Io scelgo la trasparenza, con amore e con la volontà di andare avanti”.

Il messaggio si chiude con un caloroso e sincero invito rivolto a chiunque dovesse incrociarlo per strada, dai backstage ai teatri o agli scali aeroportuali: “Se mi vedete, venite pure a salutarmi. Non mordo, ho solo un aspetto diverso. Vi mando tanto affetto e continuerò a fare rock finché sarò vivo”.

Attività recente

Ward è salito lo scorso anno sul palco in occasione di Back To The Beginning, il concerto d’addio dei Black Sabbath e di Ozzy Osbourne, scomparso due settimane dopo: la sua presenza ha assunto un significato ancora più importante se si pensa che nel 2011, quando venne annunciata la reunion della formazione originale, il batterista rimase escluso dopo una lunga diatriba nella quale fu accusato di non essere fisicamente adatto a sostenere un tour.

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