Steven Wilson nel 2006 (foto: Facebook Steven Wilson)

“I Coldplay sono mezze seghe”. La verità di Steven Wilson sul noto cartello

Negli ultimi post social l'artista racconta anche del suo rapporto con l'IA

Steven Wilson, fondatore e frontman dei Porcupine Treenon si è mai risparmiato nei suoi giudizi sulle altre band. Ha definito «terribili» i Måneskin, ha chiamato i Greta Van Fleet «uno scherzo, la versione boyband dei Led Zeppelin», giusto per citarne qualcuno.  Uno scatto del 2006, poi, lo ritrae durante un concerto mentre regge un foglio con su scritto Coldplay are wankers. A 18 anni di distanza, Wilson chiarisce con un post su Instagram la verità dietro quello scatto.

 

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«Nel 2006 coi Porcupine Tree suonavamo da qualche parte negli Stati Uniti, quando qualcuno nel pubblico mi ha passato un foglio con le parole “I Coldplay sono delle mezze seghe”», si legge nel post. «A me i Coldplay piacevano più o meno (e ancora mi piacciono) e quindi ero un po’ stupito dalla cosa, ho mostrato il foglio per chiedere all’autore perché aveva scritto una cosa così inopportuna e inappropriata? Sfortunatamente per me qualcuno ha scattato una foto nell’esatto momento in cui tenevo in mano il cartello».

L’immagine è così diventata virale e, da allora, racconta Wilson, ancora oggi nelle interviste gli chiedono perché odia i Coldplay. E chiude con un consiglio: «Nel caso dubitiate del valore dei Coldplay, andate a sentirvi Coloratura, un pezzo di dieci minuti dall’album del 2021 Music of the Spheres e poi ringraziatemi…».

L’intelligenza artificiale sa essere “inquietante, quasi surreale”

In un altro recente post su Instagram, Wilson ha dato una sua opinione sull’Intelligenza Artificiale. A dicembre, il cantante ha pubblicato December Skies, una canzone a tema natalizio il cui testo è stato scritto grazie al noto modello linguistico di grandi dimensioni (Large Language Model), Chat GPT.  Il cantautore ha raccolto la scherzosa sfida lanciata da un amico, ammettendo che la composizione di canzoni natalizie non era esattamente nelle sue corde.

Wilson, però, riflette anche sui risvolti negativi che l’IA può avere sulla musica e come essa cambierà inevitabilmente il modo di scrivere e recepire musica: «La musica sarà creata in tempo reale per gli ascoltatori dall’intelligenza artificiale in base alle loro esigenze in quel momento. Sceglierete il cantante che volete che canti per voi (Freddie Mercury, Aretha Franklin, John Lennon o chi per lui), l’argomento che volete che canti e il genere musicale. Il programma genera il brano musicale in tempo reale e a quel punto potete scegliere se salvarlo per un ascolto futuro, condividerlo con i vostri amici o cancellarlo».

«Per quanto mi riguarda – continua – è stato già fatto un grande passo avanti in questa direzione con diversi brani di Steven Wilson creati dall’intelligenza artificiale che sono stati portati alla mia attenzione. Non so chi li abbia creati o quale sia la loro motivazione, ma persino io faccio fatica a sentire che non sono io a cantare queste canzoni. A prescindere da ciò che potrei pensare sulla qualità della musica, questo è inquietante, quasi surreale. Siamo nel bel mezzo di un cambiamento sconvolgente nel modo in cui la musica viene prodotta e nel modo in cui la gente si confronta con essa. Alla maggioranza importa almeno di non ascoltare un essere umano?»

 

 

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Steven Wilson ha pubblicato nel 2023 l’album The Harmony Codex. La recensione su queste pagine è di Andrea Soncini. Il disco arriva a due anni da The Future Bites e a uno da Closure / Continuation, album pubblicato con i Porcupine Tree.

Tracklist

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