Album

Closure / Continuation

24 Giugno 2022 pop rock hardrock prog

A 12 anni da The Incident, i Porcupine Tree ritornano a vele spiegate con un nuovo album pubblicato il 24 giugno 2022 via Music For Nations / Sony Music. Il disco s’intitola Closure/Continuation e a introdurlo troviamo Harridan, un eclettico prog mix di otto minuti che incrocia funk, 70s elettronica, hard rock e power pop.

Niente che non possiamo ricondurre al riconoscibile marchio della band di Steven Wilson (il cuore del songwriting e di tutte le corde), Gavin Harrison (il motore ritmico) e Richard Barbieri (il sound design). Del resto il brano era in lavorazione da quasi un decennio, come pure il resto del lavoro si muove in questa direzione, tra (trans)umanesimo e distopia, presente e futuro, alternando cioè psichedelici interludi a inevitabili assalti all’arma bianca (anche in area stoner), romantiche ballad (Dignity) a momenti sintetici (Herd Culling), intrecci e arpeggi (Love In The Past Tense con echi di David Sylvian) e un bel po’ di rimandi alla lezione dei King Crimson (Harrison è nell’attuale formazione di Fripp non a caso).

Harridan e un altro paio di pezzi sono stati scritti giusto dopo la pubblicazione di The Incident. Erano stati salvati su un hard drive. Il file inizialmente si intitolava PT2012, poi PT2015, PT2018… Con il passare del tempo ci eravamo addirittura scordati di averli registrati, così li abbiamo ripresi e la curiosità e un senso di sfida ci ha spinti a completarli. Il nuovo lavoro è il risultato evidente che questo non è come tutti gli altri lavori svolti singolarmente da ognuno di noi al di fuori della band. Il DNA che sta dentro questa musica è innegabilmente, inequivocabilmente e ovviamente quello dei Porcupine Tree

Di questa matematica delle emozioni è fatto il teatrale e cinematico saliscendi di Population Three (la versione Radiohead dei Muse?) o una sognante ballad (ma neppure priva di strappi) come Of The New Day, secondo estratto dal disco, con i complessi poliritmi di una Rats Return a sottolineare infine le sfumature più politiche del lavoro, espresse anche nel relativo videoclip diretto da Ricky Allen che immagina un distopico quiz televisivo immerso in un bianco e nero da incubo.

Steven Wilson odierebbe sentirsi dire che questo ritorno dopo 12 anni riprende dal prog per ricominciare con il prog. Ma dirlo non significa per forza procrastinare cliché. Nel caso dei Porcupine Tree vuol dire mescolare un ampio spettro generi e stili all’interno di una specifica – e storicizzata – attitudine. C’è una differenza? Sì, c’è del buon e del cattivo prog. Come in tutte le cose, c’è chi lo fa bene e chi si limita a ricalcare i modelli. Poi c’è pure chi, cannibalizzando quelli, diventa rockstar planetaria e chi quel volo non l’ha mai spiccato davvero, ma questa è un’altra storia (anzi, parte di questa, che ricomincia daccapo).

Il trio composto da Steven Wilson, Richard Barbieri e Gavin Harrison torna inoltre a esibirsi dal vivo anche sui palchi italiani all’interno del tour di supporto alla nuova prova. La data da segnare sul calendario è il 24 ottobre 2022 al Mediolanum Forum di Milano. On stage troveremo il trio assieme a due session man d’eccezione, il bassista Nate Navarro (Colin Edwin non è più nella band) e Randy McStine alla seconda chitarra.

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Discografia
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  • 1 Harridan
  • 2 Of the New Day
  • 3 Rats Return
  • 4 Dignity
  • 5 Herd Culling
  • 6 Walk the Plank
  • 7 Chimera’s Wreck
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