Dopo le fortunatissime reunion dei Blur e le riuscite esplorazioni nel progetto The WAEVE, è tempo di ritorno all’attività solista per Graham Coxon, almeno discograficamente. A partire dal prossimo 19 giugno, Transgressive Records darà il via a un ciclo di ristampe che, nel corso dei seguenti dodici mesi, interesserà l’intero catalogo del chitarrista, comprendente nove album in studio e tre colonne sonore.
La prima sfornata prevede gli storici The Sky Is Too High (1998) e The Golden D (2000), tra i più amati dai fan e da tempo ormai fuori catalogo; lavori con cui Coxon, pur ancora nei ranghi dello storico ensemble Britpop, iniziava ad avventurarsi in solitaria tra incertezze lo-fi, intimismi folk e furori punk-wave.
L’uscita più interessante di questo primo lotto è però Castle Park, album completamente inedito registrato nel 2011 e poi archiviato in seguito ai sopraggiunti impegni con la band madre; prodotte da Ben Hillier (già al lavoro in Think Tank – curiosamente, l’unico album dei Blur in cui Coxon è quasi del tutto assente), le nove tracce che lo compongono furono incise durante le session di A+E (2012) e ne avrebbero dovuto essere la prosecuzione, se il chitarrista non si fosse trovato a interrompere la carriera solista (ad eccezione delle fortunate colonne sonore legate alla serie Netflix The End Of The Fu***ng World).
Ha dunque senso “riesumare” quel progetto adesso a partire dal singolo Billy Says, già rodato in passato dal vivo: un frizzante tuffo chitarristico nelle amate sonorità mod e new wave, tra Jam, Elvis Costello e Kinks.
Il 28 novembre 2026 è previsto anche un ritorno dal vivo con band all’O2 Forum Kentish Town di Londra, in quello che sarà il primo live solista di Coxon in oltre dieci anni.