Devendra Banhart
Devendra Banhart, foto di Dana Trippe (2023)

Devendra Banhart torna in Italia per il Solo Summer Tour 2026

Il pioniere del freak folk annuncia due concerti estivi in Italia: Anfiteatro del Venda e Casa del Jazz

Devendra Banhart, musicista tra le figure chiave del freak folk e della cosiddetta New Weird America, annuncia il suo ritorno in Italia con il Solo Summer Tour 2026. Gli appuntamenti sono previsti per sabato 27 giugno 2026 all’Anfiteatro del Venda di Galzignano Terme (PD) e martedì 30 giugno 2026 alla Casa del Jazz di Roma.

I biglietti saranno disponibili online su Vivo Concerti a partire da martedì 28 aprile 2026 alle ore 11:00 e nei punti vendita autorizzati da domenica 3 maggio 2026.

L’ultimo album pubblicato ad oggi è Flying Wig (2023), che ha segnato una svolta netta nella sua traiettoria, come evidenziato anche in sede di recensione: prodotto da Cate Le Bon, vede il cantautore di origine venezuelana confrontarsi con forme e immaginari anni Ottanta, tra ballate languide e derive post-punk rarefatte.

La carriera di Devendra Banhart riavvolge il nastro ai primi anni Duemila su Young God con l’esordio dal titolo lunghissimo Oh Me Oh My… The Way the Day Goes By the Sun Is Setting Dogs Are Dreaming Lovesongs of the Christmas Spirit. A questo sono seguite collaborazioni con artisti di culto come Vashti Bunyan, Yoko Ono, Os Mutantes, ANOHNI, Caetano Veloso e Beck.

Se in musica Banhart si muove ai confini tra folk, blues e sperimentazione, la sua produzione visiva — sviluppata parallelamente — è composta da disegni a inchiostro istintivi, surreali e spesso criptici, con figure umane deformate o stilizzate, in dialogo con l’outsider art e con una sensibilità che richiama tanto i visionari come Henry Darger quanto certa grafica psichedelica degli anni ’60.

La sua formazione artistica, maturata anche al San Francisco Art Institute, ha alimentato un immaginario che incrocia cultura underground, performatività e riferimenti alla scena californiana, inclusa la storica troupe The Cockettes. Tra le influenze ricorrenti figura anche Arthur Russell, riferimento chiave per una scrittura musicale fluida e non classificabile.

Tracklist

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