Il film più atteso della prima parte del 2026 è senza dubbio “Cime tempestose” di Emerald Fennell, regista e attrice britannica che ha diviso critica e pubblico con Una donna promettente e Saltburn, due pellicole ormai considerate parte di quel manifesto dello spirito revanscista femminile sempre più visibile nella Hollywood contemporanea.
Con questo nuovo progetto, Fennell firma un adattamento dichiaratamente libero del classico di Emily Brontë — scelta sottolineata anche dalle virgolette nel titolo — con l’obiettivo di offrire uno sguardo inedito sulla vicenda di Catherine e Heathcliff. Un’operazione che sa di rebranding culturale, intercettando la tendenza iconoclasta dello spettatore moderno e promettendo una deriva più esplicitamente erotica, anche grazie alla centralità di Margot Robbie e Jacob Elordi. Della pellicola abbiamo scritto in una recensione dedicata.
La colonna sonora di “Cime tempestose”
Può piacere o meno, “Cime tempestose” è una pellicola estremamente curata tanto nel comparto visivo quanto in quello musicale. La colonna sonora è stata affidata a Charli XCX, che ha pubblicato un album omonimo composto da canzoni originali. La popstar ha collaborato anche con Anthony Willis, storico sodale di Fennell (Saltburn, Una donna promettente), autore delle musiche orchestrali del film.
Nel disco spicca la presenza dell’ex Velvet Underground John Cale nel brano di apertura House, collaborazione che sembrava anticipare un lavoro più spigoloso rispetto al pop elettronico che caratterizza invece buona parte dell’album. Altro featuring di rilievo è quello di Sky Ferreira, artista da anni attesa a un secondo disco mai arrivato, qui co-autrice del brano Eyes of The World.
Come approfondito in sede di recensione, lo spirito della colonna sonora è quello di miscelare un pop ad ampio consumo, perfettamente allineato ai gusti della Gen Z e al pubblico di riferimento del film. In quest’ottica si collocano Wall of Sound, Dying For You e Chains of Love, brani concepiti come potenziali hit, costruiti per imprimersi nella memoria dell’ascoltatore.
Le tonalità più oscure, che rimandano all’immaginario gotico di questa nuova versione di “Cime tempestose”, restano circoscritte soprattutto all’intro e all’outro del lavoro di Charli XCX: il contrasto evocato dal brano iniziale trova un parziale recupero solo nel finale Funny Mouth. Il momento più debole è invece Open Up, snodo centrale del disco che apre a brani più canonici da colonna sonora come Seeing Things e Altars.
Oltre all’album di Charli XCX, nel film compaiono anche due brani ulteriori: la folk song di Olivia Chaney Dark Eyed Sailor e il tradizionale canto natalizio britannico The Sussex Carol, eseguito dal coro di St. Peter con arrangiamento di Mickey Simmonds.
