Dalla fondazione al 1985, Umberto Negri è stato il bassista dei CCCP – Fedeli Alla Linea. Sue e di Massimo Zamboni le musiche contenute nell’epocale 1964-1985 Affinità-divergenze con i testi di Giovanni Lindo Ferretti. È di fatto con la sua presenza che il trio formato da Ferretti, Zamboni e Zeo Giudici (fratello di Annarella) si completa e la formazione all’epoca nata come MitropaNK, dopo un concerto di rodaggio a Carpi, diventa a tutti gli effetti quella tramandata alla storia.
Umberto Negri, autore del libro recentemente ristampato Io e i CCCP, è anche il grande escluso dalla reunion della band, sia nella versione live al Gran Galà Punkettone e a Berlino, sia in quella presentata alla mostra antologica che tra poco chiuderà i battenti a Reggio Emilia ma anche nelle molte interviste concesse in questi mesi. A partire dalla mancata presenza di foto che lo ritraggono ai Chiostri di San Pietro è lo stesso bassista a fare chiarezza in un’intervista concessa a Rolling Stone Italia («Qualcuno del gruppo voleva che nella mostra ci fossero le mie foto… …qualcun altro del gruppo non voleva coinvolgermi in questa cosa…»), scambio in cui apprendiamo alcuni retroscena sulla decisione del quartetto di lasciarlo fuori dai giochi («ma non mi hanno assolutamente chiesto di tornare a suonare con loro»).
Pur presente nel live inedito (e ritrovato) del giugno 1983 – Altro che nuovo nuovo – Umberto Negri afferma di essere stato escluso da una narrazione che vorrebbe far passare i quattro protagonisti dell’attuale reunion Ferretti-Zamboni-Annarella-Fatur come formazione originale («A Berlino ci andavamo io e Massimo sulla 132 verde di suo papà, guidavo io»). Parla di articoli mendaci pubblicati di recente in cui si parla di un suo abbandono all’indomani del sopracitato live per motivi di studio e coglie l’occasione per accennare ai motivi del suo abbandono nel 1985 («c’è stata una situazione, una specie di trigger, che mi ha fatto pensare che non volevo stare più nella band»), motivi tra i quali c’entra il frontman («un momento in cui avevo litigato con Ferretti. Era scomparso, in un certo senso aveva fatto saltare il banco») che pure cercò di convincerlo a rimanere offrendogli una parte di quel che sarebbe entrato grazie al contratto con Virgin («saranno stati 20 milioni di lire…»).
A suo avviso quella oggi è una continuazione dello spettacolo A cuor contento, una reunion che non s’aveva da fare («Mi sembra suicida»), che ha ragioni economiche («stanno monetizzando») non tanto dettate fa Ferretti («Non dico che sia una scelta di mestiere perché ovviamente la cosa a lui piace… …[è] molto preso da questa cosa, [ha] trovato della nuova energia») ma da Zamboni e Annarella che per primi lo hanno coinvolto e convinto a riformare la band («stanno cercando di convincere Ferretti a puntate»).
Riguardo a un articolo che spiegava che i CCCP “non sono mai stati di sinistra” risponde: «Questa cosa è esagerata» e aggiunge: «Da quando lo conosco, [Ferretti] dice esattamente il contrario di quello che ci si aspetterebbe da lui». Per il testo integrale vi rimandiamo all’intervista di Maurizio Zoja su RS Italia.