Nel giorno dell’abbordaggio in acque internazionali della Global Sumud Flotilla da parte delle navi israeliane – mentre in Italia si scendeva in piazza, da Roma a Milano fino a Napoli e Torino, per manifestare a sostegno dell’iniziativa umanitaria diretta a Gaza – è arrivato l’appello di Elisa, in lacrime su Instagram. Rivolta direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al governo, la cantautrice ha chiesto che «portino loro gli aiuti, perché stanno morendo», dopo il blocco delle imbarcazioni che tentavano di consegnare beni di prima necessità.
Un appello raccolto da Carmen Consoli, che a Milano, alla presentazione del nuovo album Amuri Luci, ha dichiarato che se avesse un’imbarcazione partirebbe senza esitazioni verso Gaza, leggiamo sull’ADN Kronos. «Come dice la mia amica Elisa: sbrigatevi, perché la gente muore», ha ribadito la cantautrice siciliana, raccontando di essere rimasta sveglia fino a notte fonda a seguire le manifestazioni e di aver visto suo figlio dodicenne prendere parte a una di esse.
Consoli ha sottolineato come la crescente mobilitazione rappresenti «una bella notizia, perché non c’è più indifferenza» e ha invitato a non farsi intrappolare da narrazioni univoche: «Se la Flotilla fosse davvero finanziata da Hamas, allora significherebbe che lo sarei anch’io se partissi con la mia barca?».
Il discorso si è allargato infine al piano politico interno, con un appello alla sinistra a superare le divisioni, «perché oggi sembra più un derby calcistico che un dibattito vero».
Flotilla e reazioni internazionali
L’intercettazione della Global Sumud Flotilla da parte della Marina israeliana ha innescato una crisi diplomatica che si sta ancora sviluppando. Le autorità israeliane hanno definito il convoglio “Hamas-Sumud Flotilla” sottolineando che l’operazione è stata condotta “in sicurezza” e che tutti i passeggeri – tra cui la svedese Greta Thunberg – sono «in buona salute» e saranno espulsi verso l’Europa.
A bordo delle imbarcazioni viaggiavano anche circa 60 italiani, fra cui parlamentari come Benedetta Scuderi (Europa Verde) e Marco Croatti (M5S). Quest’ultimo ha diffuso un video in cui denuncia di essere stato portato via contro la propria volontà e chiede l’intervento del governo italiano. La portavoce della delegazione italiana, Maria Elena Delia, ha confermato che la barca Zefiro ha subito danni strutturali durante l’abbordaggio.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere di aver dato mandato all’ambasciata a Tel Aviv e ai consolati di assistere i connazionali, che con ogni probabilità saranno condotti al porto di Ashdod prima del rimpatrio forzato. Intanto il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che, in caso di pericolo, la Marina italiana sarebbe pronta a intervenire per garantire la sicurezza degli attivisti.
Secondo diverse testimonianze raccolte da giornalisti e attivisti a bordo, la flottiglia sarebbe stata oggetto di attacchi con droni, bombe sonore e spray urticanti già al largo di Creta, con vele danneggiate e imbarcazioni costrette a cambiare rotta.
Le immagini e i messaggi diffusi dai passeggeri hanno alimentato la mobilitazione internazionale, domani, venerdì, è previsto uno sciopero nazionale indetto da sigle autonome e sindacati di base in solidarietà con la causa palestinese, in coordinamento con movimenti civici, comitati e associazioni pro-Gaza.